L’aiuola sinergica distrutta

L’aiuola sinergica pubblica è stata tagliata e coscienziosamente spazzata via da operai del comune di Paesazzonovo (RC), all’improvviso, il 13 agosto 2020, del tutto inaspettatamente, senza che fosse rivolta una sola parola di preavviso al sottoscritto. Attenendomi ad un progetto quinquennale presentato al comune nel novembre 2018 me ne ero preso cura fino a pochi giorni prima, e avrei volentieri continuato a farlo per i prossimi 3 anni.

Questo devastamento parziale non è opera degli operai del comune, ma di villeggianti estivi che non sopportavano i miasmi, le fornde spinose e le bestie immonde che sarebbero uscite dalla aiuola al loro arrivo. La loro opera di “pulizia” ha servito da incoraggiamento per il compimento della tabula rasa eseguita a distanza di alcuni giorni dagli operai del comune.

E’ stato per me un colpo cosi forte che non ho avuto il cuore di passare a vedere il risultato.
Non spenderò parole di disprezzo o addirittura di odio per chi ha ordinato questo atto scellerato. Chiaramente dopo una cosa di questa gravità difficilmente troverò la motivazione per tornare a mettere piede o mano su quel disgraziato suolo.

Hanno portato via tutto, persino le mattonelle dei viottoli! Le pietre le hanno lasciate, forse erano troppa fatica, o forse delle pietre non sapevano che farsene.Ecco che dopo pochi giorni lo spazio è ritornato ad essere quello che era fino a due anni fa: l’angolo della spazzatura.

Preferirò invece concentrare qui l’attenzione, da osservatore per quanto possibile distaccato, sull’evoluzione del suolo dopo che, in piena siccità estiva, la vegetazione aerea, gran parte dello strato di pacciamatura e la maggior parte delle piante sono state asportate in una unica massiccia azione.
La pianta che con più vigore ha reagito allo shock, che non è consistito solo nel taglio in sè, ma anche nella sovraesposizione al sole forte di pieno agosto, con lo stress idrico e termico che ciò comporta, è stata il topinambour, che ha prodotto fin da pochi giorni dopo il misfatto getti laterali dai moncherini dei fusti che erano prossimi alla fioritura, formando cosi ben presto alcuni cespuglietti verdi.


Fra di essi la menta piperita ha reagito anch’essa come è sua natura quando viene tagliata: espandendosi dovunque ci sia spazio in orizzontale, sotto e sopra la terra.
Alcune piante grasse poste sul lato della strada hanno resistito allo scempio, così come diverse piante di erba melissa, salvo essere in un secondo momento estratte o altrimenti divelte da passanti che, ora senz’altro piu di prima, possono facilmente pensare -o autoconvincersi- che si tratti di spazio incolto pieno di piante di cui appropriarsi – in effetti lo è, dal momento che ne io ne nessun altro se ne è più occupato da quando gli operai hanno raso tutto al suolo.
Le mattonelle poggiate su cartone che descrivevano il camminamento interno all’aiuola sono state portate via, cosi come il cartone sottostante, per cui improvvisamente tutto il suolo che era coperto da questi elementi si è ritrovato completamente nudo ed esposto al sole, al vento alla pioggia.
Le pietre piccole e grandi che avevo collocato fra le piante per aiutarle a mantenere la temperatura e l’umidità nei periodi più critici, di forte vento in inverno e di sole implacabile in estate, sono state tutte spostate e addossate ai tronchi degli alberi (chissa per quale motivo, forse estetico?)

La borragine sembra essersi riseminata indisturbata, perlo meno sul lato più riparato dal sole estivo.

giovane borragine a bordo marciapiede, lato più riparato.

Alcune giovani piante di ricino sono nate proprio in virtu della maggiore insolazione del suolo, e cosi anche una pianta erbacea che ha ricoperto tutta l’area pacciamata che prima era riparata dalle piante di ricino piu grandi.


Ovunque dove c’è stata notevole e prolungata siccità ed esposizione totale al sole estivo, là si è imposta la bella di notte, che ora, ad ottobre, continua ad essere la pianta predominante dove manca il topinambur.


Nessuna traccia delle altre numerose aromatiche e officinali. Suppongo che siano state in parte asportate dagli operai, non avendo ancora un apparato radicale granche sviluppato, e in parte asportate contemporaneamente o nei giorni successivi dai soliti ignoti del vicinato.

Ora, grazie al fenomeno isola di calore, che il verde urbano ha il ruolo non secondario di mitigare, la sua passeggiatina sotto il sole sarà di diversi gradi più torrida.

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