Il primo autunno e inverno della aiuola sinergica a Cittanova- 2018

Nel corso dell’autunno del 2018 su invito dell’assessore competente si concretizzava sulla carta oltre che nel suolo pubblico il progetto di gestione della aiuola.
Quello che ho scritto allora continua ad essere valido, corrisponde cioè più o meno a quel “good design” di cui tanto si fantastica negli ambienti della Permacultura: si imposta un sistema piu o meno produttivo, che armonizza la presenza umana con quella di altri elementi biologici, in modo che possa essere via via aggiustato a seconda di variabili che intervengono nel corso del tempo. Nel caso concreto, l’elenco di specie vegetali che ho steso due anni fa era ora lievemente cambiato, poichè nel tempo alcune piante erano state estirpate, o sono morte per cause ambientali, o erano comunque annuali funzionali alla crescita delle perenni, per esempio la senape, che è cresciuta nel primo anno come pianta colonizzatrice del terreno spoglio, e in seguito ha perso ragione di sussistere; allo stesso tempo, alcune altre piante che non c’erano ancora all’inizio sono entrate nel sistema, per diversificare la varietà di piante officinali e aromatiche (ad esempio la borragine, la stevia, l’elicriso).

Una pianta che ha patito il freddo durante le gelate invernali ma si è ripresa e ha continuato inaspettatamente a crescere in primavera è il ricino.


Già in quel periodo si delineavano le radici di un conflitto culturale strisciante fra due modi incompatibili di concepire il rapporto con le piante e l’ambiente, laddove il pensiero dominante è assillato dal “pulito”. Un deserto, piuttosto, basta che sia pulito.

In un’aiuola “pulita” i risultati migliori sono senz’altro con le piante di plastica.


L’unica chiara indicazione da parte dell’Assessore, frutto di lamentele provenienti da terze persone: “i vidozza su troppu atti, l’hai tagghiari” (le piante di mais sono troppo alte, le devi accorciare). i ceppi decollati sono rimasti ancora lungo l’inverno al loro posto, quasi intatti, mostrando attorno le curiose radici aeree simili a moncherini.

una delle piante di mais rimaste a lungo vive ne lcorso dell’autunno nonostante siano dovute essere decapitate ad un’altezza che non turbasse la zona comfort di alcuni cittadini.

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