Aiuola sinergica a Cittanova: economia a 0 denaro

Semi di ricino: ce l’ho, semi di senape: ce l’ho, semi di fieno greco: ce l’ho…. con una lista di quel che avevamo di già a casa in quanto a sementi è cominciata l’avventura della aiuola sinergica pubblica- qualcuno l’ha chiamata anche “Ortiuola” perchè dentro ci si trovano di volta in volta anche piante tipiche di un orto- .
Poi c’è stata una serie di piante restate in vaso per mesi o anni e che morivano letteralmente dalla voglia di trovare posto in piena terra: tutte piante che non sono costate nulla, perchè venivano a loro volta da semi, da talee o da propaggini che derivavano da piante trovate in giro o perchè regalate da qualcuno.
Poi, sulla scia dell’entusiasmo pionieristico iniziale, altre persone si sono lanciate a fare spazio fra i propri vasi del balcone o del terrazzo, portando piante di troppo da trapiantare lì.
Infine c’erano piante che erano cresciute nella campagna di famiglia e che erano di troppo nella zona dove erano radicate, e così, fra primavera e inverno, molte di queste sono finite per essere gratuitamente piantate nella aiuola.
Poi, nel corso del 2019, diverse piante hanno cominciato a scomparire misteriosamente, mentre, a quanto mi viene raccontato, alcune aiuole del vicinato si sono arricchite di colori e profumi mai visti prima. Le piante che sono nel corso del 2019 di preferenza scomparse sono state quelle che per una persona dal gusto proletario post-borghese rappresentano “piante carine da mettere davanti casa per abbellimento”: lavanda, molto quotata, poi rosmarino, salvia, e, in un caso, c’è stato un tentativo non riuscito di estirpamento di mirto (la pianta è purtroppo comunque morta a causa del dilaniamento subito nell’atto di tirarla fuori dalla terra). Quest’anno alcuni altrettanto anonimi tentativi hanno provocato la scomparsa e la ricomparsa in altrui aiuola pubblica a uso privato di due piante di Citronella, quella piacevole pianta che ha un forte aroma di limone, e che io uso per farne liquore. Le sottrazioni di piante di rosmarino e salvia sono continuate, ahimè. Poi qualcuno si lamenta che nella aiuola ci son tutte queste piante selvatiche, invece di piante “belle”… io dico: “Guardatevi attorno, e le piante belle le vedrete, e sappiate da dove vengono molte di esse”.
Comunque, siccome l’andazzo era questo, e non potevo lasciare lacune nella copertura vegetale estiva, mi sono visto costretto a comprare delle piantine analoghe a quelle sottratte, sfruttando per questa imprevista attività un pò dispendiosa quell’artificio che il Governo ha messo a punto per sviluppare lo scambio monetario elettronico da un lato, e dall’altro rendere in misura maggiore tracciabili e tassabili gli scambi di beni finora relegati alla “economia sommersa”. Sto parlando della famigerata “carta di cittadinanza”: avendo la mia famiglia un certo surplus di questo denaro impalpabile, e invitati a spenderlo tutto mese per mese, abbiamo trovato che fosse inopportuno fare incetta di cibo di dubbia salubrità riempiendo carrelli di supermercato, ma piuttosto sarebbe stato meglio usarli per cose il più possibile di interesse collettivo. In questo la sostituizione di piante sottratte dalla aiuola con piantine di vivaio ha avuto il suo perchè. Almeno finchè non mi sono accorto che nella percezione di alcune persone -rigorosamente anonime- del luogo la aiuola era diventata una sorta di vivaio gratuito e a cielo aperto. Non faccio a tempo a trapiantare un piccolo arbusto di citronella, che già viene portato via, ancora con tutto il pane di terra. In seguito ad un bel periodo di metti e togli, metti e togli, vorrei dire a questi famosi anonimi giardinieri poveri: “Signori miei, signore mie, se avete bisogno di una pianta, dite a me, che vedo se ve la posso procurare, gratis e senza costringervi a sottrazioni indebite. Se non ci si aiuta fra vicini… Inoltre, considerate che una pianta sradicata soffre un sacco e ha alte probabilità di morire, quindi sradicando piante si fa un danno e un dispetto non solo a chi le ha piantate e all’intera comunità, ma anche alle piante stesse. “

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