Una aiuola sinergica pubblica a Cittanova.

Ciao, questo blog era inizialmente dedicato a descrivere gli esperimenti permaculturali che ho condotto in un piccolo terreno posto nella piana di Gioia Tauro dal 2011 in avanti. In questo fare, che non è mai del tutto venuto meno, sono subentrati un po di fatti nuovi, che hanno spostato almeno temporaneamente l’epicentro geografico delle attività mie e della mia nuova famiglia verso altre aree a monte della Piana. Dal 2015 in avanti la mia famiglia si è allargata acogliendo diversi nuovi pargoletti, che con molta difficoltà avrebbero potuto accompagnarci nella vita selvaggia della Chijana, come localmente viene chiamata questa straordinaria area geografica. In particolare la sovrappopolazione di zanzara tigre ci è sembrata al momento incompatibile con minori di anni 5. Ecco che perciò un bel giorno di marzo del 2018 io, mia moglie e le nostre bimbette di 1 e 3 anni abbiamo rivolto la nostra discreta creatività bukolika verso un fazzolettino di prato posto nel bel mezzo del centro di Cittanova, nostra patria di adozione, e in particolare in quel crocicchio fra via tarsitani e via s.Pasquale che da sempre è un punto di incontro informale fra abitanti e avventori di ogni dove, anche grazie alla presenza di una fontana dall’acqua molto buona.

fontana tarsitani cittanova

the water from this fountain is absolutely safe!

La aiuola era una desolata -molti direbbero “pulita”- superficie piu o meno pratosa, con piantati nel mezzo due alberi di Lagerstroemia, una specie di eucalipto con bei fiori rosa, e ad un angolo un albero di fico. Queste piante erano ancora nel sonno invernale, e non immaginavamo ancora quanto sarebbero diventate belle (e buone!) con l’estate!

Lagerstroemia Cittanova

Lagerstroemia a Cittanova d’estate

Fatto sta che quel pomeriggio di primavera ci siamo divertiti a stendere dei cartoni di supermercato tutto sopra il prato -non era esattamente un prato… semplicemente gli operai del Comune in autunno avevano tagliato tutto a rasoterra col decespugliatore, come da prassi consolidata-; la maggior parte delle piante erano del genere con la radice profonda fittonante che in inglese si chiama horse-radish e in italiano, credo, “ramolaccio”. L’abbiamo coperta sperando di farla morire e fare così sostanza sottoterra per le piante che avremmo messo sopra il cartone, ma con il senno di poi devo dire che a distanza di due anni…hanno vinto loro!

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Stesi i cartoni li abbiamo quindi coperti con tutto il terriccio e materia vegetale grossolana che si era depositata dall’autunno precedente lungo il ciglio della strada, risultato di chili e chili di foglie cadute da diversi alberi di falso pepe ed alcune altre caducifoglie poste ai lati della strada.
Al di sopra di tutto questo buon materiale organico abbiamo sparso della terra inerte con un po di sabbia e un po di calce e sassolini, ed infine sopra la terra abbiamo sparso un leggero strato di steli erbosi e abbondanti foglie secche di bagolaro (spaccasassi) conservati dall’autunno precedente, onde tenere la terra da dilavamento e prosciugamento. Abbiamo preventivamente lasciato il cartone libero lungo quelli che sarebbero diventati i vialetti interni dell’aiuola, e successivamente abbiamo definito i vialetti appoggiando sul cartone delle mattonelle di graniglia rotte.

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alcune mattonelle erano intere, ma si sono rotte presto camminandoci sopra

Sui tratti coperti di terra ho successivamente sparso diverse sementi, in modo da avere velocemente una copertura verde e un groviglio di radici che tenessero il terreno protetto da piogga, sole e vento. Quindi via con dei semi a germinazione marzaiola col primo tepore, piante annuali “pioniere”, come la Chia (Salvia hispanica), il fieno greco (Trigonella foenum-graecum), la senape (sinapis alba), il frumento, i piselli, i ceci. Ad aprile ho piantato anche già parecchio girasole un pò ovunque: la posizione soleggiata del terreno ha permesso ai semi di trovsrsi nelle condizioni termiche per germogliare prima del solito, cosa che ha portato a uno sviluppo strepitoso delle piante.

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una giovane pianta di fieno greco sull’aiuola ancora spoglia

Nella stessa azione abbiamo trapiantato anche alcune piante perenni aromatiche, alloro, salvia, rosmarino, citronella, ma… che ingenuità a piantare giovani piantine di alloro con pochissima radice su una superficie che avrebbe in estate preso sole diretto e cocente per più di 12 ore al giorno! Di una ventina ne saranno sopravvissute a malapena 3.

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quasi tutte queste giovani piantine di alloro sono state bruciate dal sole, in mancanza di altre piante che facessero loro ombra nei primi anni.

E questi erano i primi passi della aiuola “sinergica”; dopodichè nella seconda metà di aprile abbiamo abbandonato tutto a se stesso per un paio di settimane, siamo andati a Malta, e ne siamo tornati portando alcune sementi raccolte nel nostro cicloperegrinare per l’isola e attraverso quell’altra grande Isola che ci separa da essa.

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