Il Volo dei Maggiolini e Calendario Fenologico

Anche quest’anno, come nei due anni precedenti, intorno ai primi di novembre, complice un clima relativamente caldo e assolutamente non ventoso, si è svolto il grande volo dei maggiolini nell’uliveto. In questo periodo, intorno ai primi giorni di novembre, mi ritrovo al calare delle tenebre ancora indaffarato a finire qualche lavoro di campagna, quando improvvisamente, come ad un segnale convenuto, parte un rombo incredibile nell’aria fra le fronde di ulivo sopra la mia testa, e però è gia troppo buio per vedere alcunchè. Poi accendo i fari dell’auto per andarmene a casa, e lì la luce li attrae e li porta a volare basso. Saranno milioni, e tutti insieme, si direbbe festosamente, volano rumoreggiando (forse in qualche modo anche amoreggiando?), alcuni di loro anche inavvertitamente sbattendomisi in faccia.

Sono maggiolini, e se consultate l’internet, ovunque risulta che questi voli di gruppo avvengono a scopo riproduttivo in primavera (infatti non a caso si chiamano in italiano, ma anche in tedesco, “maggiolino”, ovvero “scarabeo di maggio”) e che gli insetti gia diventati adulti in autunno aspettano sottoterra tutto l’inverno finchè le temperature non sono abbastanza elevate da svegliare il loro orologio biologico.

la larva di maggiol(novembr)ino, famosa per essere bianca, grassoccia e di rimpinzarsi delle radici delle verdure durante la sua pluriennale crescita sotterranea.

la larva di maggiol(novembr)ino, famosa per essere bianca, grassoccia e di rimpinzarsi delle radici delle verdure durante la sua pluriennale crescita sotterranea.

Un’ennesima volta constatiamo come la letteratura scientifica, per quanto puntuale, è sempre una copia imperfetta del grande libro della natura di galileiana memoria, e i maggiolini qua in Calabria non hanno evidentemente la pazienza di aspettare in solitudine sottoterra fino a maggio per sollazzarsi con i loro simili.
Siccome questo evento sembra accadere annualmente in questo periodo, mi sembra d’uopo elevarlo ad elemento topico di un eventuale calendario fenologico, un punto fermo cioè nel divenire delle stagioni dell’anno, a cui affidarsi per azzecare il momento giusto per certe operazioni agricole. Il libro dell’agricoltura sinergica cita come esempio gli Indiani d’America, che seminano il mais quando le foglie di quercia sono grandi come l’orecchio della scoiattolo.
Orecchio dello scoiattolo? Belin, ma un esempio piu alla portata di noi comuni bukolici? Come lo misuro l’orecchio, dalla base o dal buco? con i ciuffi o senza i ciuffi? A dirla tutta poi, nella nostra zona le quercie sono solo lecci, cioè sempreverdi, e gli scoiattoli proprio non esistono… in compenso abbiamo un simpatico animaletto chiamato Ghjirupondaco (lett. dal Greco “Topo-ghiro”) che però ha le orecchie piu piccole dello scoiattolo.

il ghiro, in Magna Grecia chiamato Ghjiropondaco, è da secoli un apprezzato cibo per le popolazioni rurali calabresi.

il ghiro, in Magna Grecia chiamato Ghjiropondaco, è da secoli un apprezzato cibo per le popolazioni rurali calabresi.

Comunque, sappiatelo, da oggi i maggiolini qui li chiamiamo Novembrini.

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