La morte piu atroce e splatter del mondo degli insetti – Con gli Icneumonidi son cavoli amari!

Il bruco di cavolaia distrugge campi di cavolo, ma lo aspetta una morte lenta e atroce.
Il bruco di cavolaia è un flagello per i nostri cavoli coltivati: in primavera vediamo con gioia i nostri cavoli nonchè broccoli crescere e dispiegare le loro grandi foglie, quando un giorno con orrore ci accorgiamo che inferiormente le foglie sono colme di vermetti nerastri, in riga come soldatini, che tutti insieme sbranano foglie enormi fino alle nervature nel giro di un giorno.

i bruchi di cavolaia divorano le foglie di broccolo

i bruchi di cavolaia divorano le foglie di broccolo


A me è successo proprio nella corrente primavera ed è stato traumatico, anche perchè non avendo mai piantato cavoli non avevo la piu pallida idea che si potesse presentare questo inconveniente. Peraltro la cavolaia è una graziosa farfalla che svolazza gioiosamente sull’orto in cerca di un bel cavolo dove deporre le uova, ignara di quanto il suo aspetto simpatico non si addica allo sconforto che ci arreca la sua prole vorace.

scheletri di cavolo

scheletri di cavolo

Ma anche il bruco di cavolaia non se la passa troppo bene, dopo un primo periodo di scorpacciate senza limiti, il cui unico vantaggio per noi coltivatori tapini è la gran quantità di letame che i bruchi riversano sull’aiuola via via che distruggono i cavoli.
Ben presto è comparso infatti l’insetto antagonista, nella fattispecie la vespa icneumonide, il cui istinto è di iniettare le proprie uova dentro il corpo molliccio del bruco quando ancora è piccolo. Mentre il bruco si nutre di foglie di cavolo e cresce, altrettanto velocemente crescono anche le larve della vespa icneumonide dentro di lui, cibandosi della sua stessa carne. Hanno senz’altro l’accortezza di farlo in modo che tutti gli organi vitali del bruco rimangano integri, ed anche la maggior parte dei muscoli che ne permettono la deambulazione e il movimento.

le larve di icneumonide escono dal bruco che hanno divorato dall'interno. i cavoli ringraziano.

le larve di icneumonide escono dal bruco che hanno divorato dall’interno. i cavoli ringraziano.


In un’occasione ho assistito con i miei occhi a questo evento affascinante e terribile. Un bruco di cavolaia ormai prossimo alla metamorfosi cominciava a prepararsi per passare allo stadio di crisalide: lentamente cominciava a secernere dalla bocca un filo serico con cui tessere tutt’attorno un bozzolo, analogamente al ben più noto imenottero, il baco da seta. La sera era ancora intento a muovere la testa in tutte le direzioni secernendo filo serico, mentre la mattina successiva non potevo credere ai miei occhi: la massa di filamenti intessuti attorno al’animale erano diventati giallastri, e in mezzo a questi si contorcevano vivacemente centinaia di piccoli vermi biancastri, centinaia di volte piu piccoli del bruco.

Il bruco stesso si muoveva molto lentamente, e forse era anche lui stupito e terrorizzato di quello che stava accadendo. Ma in realta no saprei dire se era lui stesso a muoversi o erano tutti quei vermi dentro di lui a muovere le sue spoglie esterne, a guisa di pupazzo. Il mio primo pensiero, ingenuo, è stato: Eh, il bruco ha partorito! Così giovane?

Cotesia glomerata è il nome scientifico della vespa della cavolaia, qui inietta le sue uova nei giovani bruchi.

Cotesia glomerata è il nome scientifico della vespa della cavolaia, qui inietta le sue uova nei giovani bruchi.

Solo diverso tempo dopo ho realizzato che nottetempo le larve di icneumonide avevano percepito che era ora di finire lo svezzamento e uscire dal loro ospite, cosa che hanno fatto squarciando il povero corpo in centinaia di punti contemporaneamente… Più horror di cosi si muore!

la graziosa farfalla continuerà a deporre uova e far danni, ma grazie alla vespa icneumonide i danni saranno meno apocalittici.

la graziosa farfalla continuerà a deporre uova e far danni, ma grazie alla vespa icneumonide i danni saranno meno apocalittici.

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