I vermi più schifosi del Creato – Eristalis tenax

…Veramente, in tutta la mia vita non mi ricordo di aver assistito ad uno spettacolo altrettanto schifoso e ripugnante nell’ambiente naturale, quel tipo di immagini che ti ritornano costantemente alla mente quando mangi e che ti fanno contorcere lo stomaco ancora giorni dopo.

Ma raccontiamo con ordine: una delle operazioni utili da fare in autunno in campagna è di “fare i capelli” alla vegetazione cresciuta prepotentemente dopo le piogge settembrine, fra cui i vari cespugli di ortica, che cresce proprio là dove il terreno si è saturato di nitriti e nitrati (continuo a non sapere esattamente cosa siano, ma li cito perche è una di quelle espressioni simpatiche che ai miei tempi si imparavano a pappagallo alle elementari durante la lezione di scienze).

Quindi mia moglie si è messa i guanti e ne ha tagliato un bel mucchio. Che cosa si fa con un mucchio di ortica? Se nel medioevo pare si usasse la fibra del fusto per farne tessuti (!), oggigiorno si mangiano le punte giovani lessate come fossero spinaci, mentre il grosso della pianta viene messo a macerare in un contenitore capiente pieno d’acqua, di modo che dopo un paio di settimane se ne ricava un’acqua putrida e maleodorante. Una volta diluito con acqua, questo liquido scuro può essere usato come concime liquido per le piante. Infatti ho notato che l’odore del macerato d’ortica diluito in acqua è -provare per credere- lo stesso identico del letame di pecora o capra.

Dopo averlo riempito di acqua e ortica, ho chiuso il recipiente con il coperchio di plastica e ho lasciato la botola sul coperchio appena socchiusa per far passare un po’ d’aria. Passate le prime due settimane di ottobre -tempo quasi estivo- torno al recipiente per vedere se è pronto. sollevo la botola e…

in un fetore di putrefazione difficilmente descrivibile, ma che ricorda amplificato per mille quello della bocca marcia di un vecchio con tutti i denti cariati e una nuvola di etere di acido gastrico, ecco che una moltitudine di creature biancastre, grassocce e traslucenti, delle dimensioni di grosse larve di mosca si trascinavano e nuotavano sulle spoglie della pianta e sull’acqua in cui erano semisommerse, e ad ogni movimento dei loro corpi viscidi al loro interno una convulsione dei visceri ne attraversava tutta la lunghezza. Erano ad una ossevazione ravvicinata privi di testa, ma si capiva dal loro movimento che la loro parte posteriore era una specie di lunga coda viscida che il corpo trascinava penosamente sui fusti putrefatti e su lungo le pareti della cirsterna. diversi fra essi si erano arrampicati fino alla botola e aderivano al coperchio stesso della botola, e come ho offerto loro un’apertura, ecco che gia si affrettavano ad uscire e spargersi sul tetto del contenitore lasciando sulla superficie plastica una scia di acqua fetida con quelle sorte di code inerti, che potevano benissimo essere le loro budella uscite dal ventre trasparente e trascinate appresso. Le convulsioni violente e roteanti dei loro movimenti avevano un che di infernale, come se fossero in piccolo le membra della terribile idra di mitologica memoria.
Mi sono mantenuto alla larga, schifato dalla concorrenza di quella orrida visione a dall’odore nauseabondo che emanavano, o che comunque emanava da là dove strisciavano questi vermi.

Di solito sono tollerante (o lo sono diventato) verso animali altrimenti schifati da tutti, quali i ragni o i serpenti, ma dei vermi in generale ho una fobia, e solo recentemente, da quando vivo a stretto contatto con la campagna, ho superato la ripugnanza per i soli lombrichi (che so essere utili, quindi “alleati se non proprio amici”) e quasi quasi anche per i lumaconi o limacce, quegli stessi che erano vittima del sale che spargevamo crudelmente loro addosso da bambini. Ma questi vermi… o Santi Numi, mi ricordavano proprio le lumache mezze disciolte dal sale, con il loro viscidume ed i loro contorcimenti che guai se avessero potuto gridare dal dolore… Qualcosa in me suggeriva che quegli esseri non avevano diritto di deturpare con la loro presenza schifosa il mio ambiente e infetidire la mia aria (non apparteneva alla sfera del razionale il pensiero che l’odore veniva dall’ortica in decomposizione e non dai vermi).

 disgustoso

disgustoso

Bene, poi sono tornato a casa e a cena ho ancora fatto fatica a mandare giu il mangiare, al pensiero nauseabondo di quei vermi grassocci. Solo il giorno successivo, offuscata la truce memoria visivo-olfattiva, ho cercato sull’internet di capire di che tipo di invertebrato si trattasse, e se fosse, come sospettavo, pericoloso per la trasmissione di patogeni.

La ricerca è durata pochi minuti, e l’esito mi ha fatto ricredere su molte cose: intanto non si trattava di organismi adulti, ma di uno stadio larvale di creature soggette ad una radicale metamorfosi; questo tipo di insetti, chiamati sirfidi (famiglia dei Sirphidae), ed in particolare quella specie, chiamata Eristalis tenax, sono una volta adulti simili a mosche, ma con colori che ricordano quelli delle api, e infatti sono proprio quei singolari ditteri che ognuno di noi ha verosimilmente già incontrato nei campi fioriti, che riescono a stare perfettamente fermi in aria muovendo le ali cosi velocemente da renderle invisibili ai nostri occhi – un adattamento perfetto per la loro alimentazione principale: il nettare dei fiori. Inoltre, l’altro alimento di cui vivono allo stadio larvale alcune specie di Sirphidae consiste in afidi delle piante: in entrambi i casi sono animali amici dell’agricoltura, o come impollinatori o come antiparassitari. Il viscidume non è una caratteristica loro propria come per le lumache, ma è dovuto al fatto che sguazzavano nell’umido, infatti una volta usciti dal recipiente ed asciugati dall’acqua, alcuni di essi nel giro di un giorno o due hanno reso piu evidente il loro esoscheletro, trasformandorsi in pupe corazzate, sorta di piccole mummie nerastre e dure. La “coda”, elemento che rende riconoscibili queste larve nel mondo anglofono sotto il nome di rat-tail-maggot, risulta essere in realtà l’apparato respiratorio delle larve, che permette loro, similmente alle larve di zanzara, di respirare rimanendo sott’acqua a testa in giù. A proposito, la testa quelle larve ce l’hanno, ma è cosi piccola che non si vede ad occhio nudo.

un meraviglioso insetto !

un meraviglioso insetto !

A quel punto sono stato travolto da pensieri forti: quante volte ci capita di incontrare sulla nostra strada persone rivoltanti, brutte, stupide, malvagie, moleste o semplicemente diverse dal nostro ideale di essere umano, e di pensare solo a quello che noi percepiamo di loro in quel momento, senza inquadrarle nella loro esistenza dinamica, in quello che possono essere state o che potrebbero diventare. Le condanniamo nel loro triste presente, come io da ignorante ho fatto con le larve di sirfide. Ci penserò la prossima volta che incrocierò facce antipatiche sul mio cammino.

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