Incontri Ravvicinati del Tipo Apistico

E finalmente dopo lunga attesa all’inizio di giugno mi veniva portata nella campagna un’arnia contenente un alveare di api. Il fattorino è arrivato con questa cassetta di legno quadrangolare da cui emanava un penetrante e continuo ronzio, ma piu che ronzio sembrava un muggito, tanto era forte.
L’abbiamo posizionata in un punto rivolto a est che avevo prestabilito e preparato con un fondo di ghiaia e come supporto due mattoni posizionati l’uno di fianco all’altro. L’apicoltore ci ha invitato ad allontanarci di corsa, mentre con uno scatto repentino liberava l’apertura dell’arnia dalla lastra metallica che le ha tenute prigioniere durante il viaggio.

 arnia con il tradizionale disegno geometrico che serve alle api ospiti a riconoscerla dalle altre della zona

arnia con il tradizionale disegno geometrico che serve alle api ospiti a riconoscerla dalle altre della zona


Il giorno seguente sono tornato a vedere come l’alveare si fosse ambientato nel nuovo environment. E ho notato subito che era in atto un saccheggio. Un Saccheggio?! diranno increduli i miei piccoli lettori… la mia domanda dopo questa esperienza entomolica è piuttosto: “È nato prima il saccheggio fra api o il saccheggio fra popoli umani?
 saccheggio di api

saccheggio di api


Dopo pochi minuti di osservazione, accompagnati dal ronzio assordante delle saccheggiatrici, mi accorsi che non solo un sacco di api estranee entravano continuamente dall’ampia fessura che rappresenta la porta dell’arnia, ma che alcune portavano via delle larve in stadio di ninfa. Di questo fenomeno non so dire a tutt’oggi se si trattasse di api saccheggiatrici che rapivano le ninfe tipo “ratto delle sabine” o piuttosto le stesse operaie dell’alveare che cercavano invano di portare per istinto in salvo delle ninfe regine dalla furia del saccheggio. O ancora se fossero le stesse operaie che date le circocstanze cruente preferivano liberarsi del fardello delle ninfe maschili, i fuchi, che purtroppo non sono tuttora in grado di distinguere dalle femmine, che come è noto sono dei vitelloni incapaci di qualsiasi lavoro eccetto la fecondazione della regina.
quello che al mi occhio inesperto appare come un maschio immaturo ucciso dalle operaie ai sensi di un taglio della spesa pubblica

quello che al mi occhio inesperto appare come un maschio immaturo ucciso dalle operaie ai sensi di un taglio della spesa pubblica


Nei primi drammatici giorni di attività dell’alveare si notavano una gran quantità di api morte e morenti che giacevano sul terreno di fronte all’ingresso,
api morte nel corso del saccheggio

api morte nel corso del saccheggio


Dopo una breve riflessione decisi che per salvaguardare l’incolumità dell’alveare sarebbe stato necessario ridurre piu o meno drasticamente la dimensione dell’uscio dell’alveare. PEr far ciò utilizai inizialmente il lato a pettine della chiusura di metallo in dotazione all’arnia, che chiudeva l’entrata lasciando per il traffico dele api solo una ventina di buchi da ognuno dei quali passa solo una ape per volta.
Ma dopo un po di osservazione mi accorsi che anche questo provedimento non distoglieva un sacco di api ronzanti dall’andare all’attacco delle porticine… probabilemtne si era sparsa la voce in tutta la zona che lì cera un alveare nuovo di api poco agguerrite. Allora ho preso un provvedimento drastico: ho posto un’assicella di legno appoggiata sul predellino in modo che chiudesse tutte le aperture del pettine meno 3, da cui potessero passare solo tre api per volta. Se anche fossero entrate 3 api nemiche per volta, ci potevamo immaginare che all’interno ci fossero abbastanza api guardiane a fermarle o neutralizzarle.

Nei giorni e settimane successivi al plenilunio, di prevalente tempo soleggiato e anche torrido fino ai 40 gradi, potevo vedere le api bottinatrici entrare continuamente dai tre buchini rimasti accessibili cariche di polline dei piu diversi colori, dal rossastro al giallo arancio, al giallo limone al bianchiccio-grigio, a seconda del tipo di fiore visitato. Altre api soprattutto nelle ore piu calde se ne stavano davanti all’entrata a fare da ventilatori viventi sbattendo le ali per refrigerare l’atmosfera torrida dentro l’arnia, che altrimenti avrebbe fatto sciogliere la cera e creato disagio per le larve ecc.
air-condition-bee

air-condition-bee


Non ho avuto per il momento occasione di visitare l’interno dell’arnia scoperchiandola da sopra. Infatti prima di sollevare il coprifavi è necessario stantuffare del fumo dentro l’arnia, in modo che le api per istinto si accingano ad accumulare riserve alimentari dimenticandosi cosi di pungere l’aggressore umano, il quale rispetto alla minaccia di un incendio e quindi di un repentino sfratto è certamente il male minore. L’affumicatore fai da te era ancora in fase di costruzione utilizzando diversi materiali di scarto. Sapete, nel frattempo lavoravo nella raccolta dei rifiuti cittadina… deformazione professionale!

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