Ripuntatura+Fresatura vs Aratura a Versoio

Urge una importante precisazione riguardo il metodo dell’azienda agricola Manenti, in quel di Sostegno (BI).

Luca: [cit.]“L’agricoltore Manenti, il cui metodo era già stato oggetto l’anno passato di alcuni post con botta e risposta, sostiene appunto di non lavorare mai la terra su cui coltiva diversi generi di verdura.”[fine cit.] Occhio Rocco, qui stai affermando il falso. Allora, i Manenti arano il terreno con un ripuntatore ad una profonditá di circa 40 cm. Il ripuntatore é semplicemente un “uncino” che smuove il terreno senza capovolgerlo -l´aratura a versoio, che smuove il terreno rivoltandolo, venne introdotta per la prima volta alla fine del 700 in Inghilterra- Dopo la ripuntatura, fresano il terreno in superficie -sbricciolamento delle zolle- per pochi centimetri.

Nel libro “alle radici dell’agricoltura”, che ho letto oltre un anno fa, mi sembrava di aver letto proprio questo, ma in effetti una “ripuntatura” è quello che l’uomo neolitico ha fatto sui suoli coltivati per migliaia di anni, salvo passare, in determinate situazioni, al piu conveniente aratro a versoio.

Stento a credere che i primi siano stati gli inglesi nel 700, ma in generale possiamo immmaginarci un trend verso una ottimizzazione della produzione nel periodo della rivoluzione industriale così come nell’apice produttivo delle villae romane (pare che i romani intorno al primo secolo siano arrivati addirittura ad usare delle mietitrebbiatrici meccaniche, anch’esse macchine ricomparse sulla scena solamente con la rivoluzione industriale).

Guardando anche la scena climatica del biellese (vento debole, piogge frequenti tutto l’anno, quasi sempre nubi o foschia, mai caldo eccessivo) sembrerebbe un clima ideale, quasi da serra, per 9 mesi l’anno, cosa che senz’altro aiuta le verdure di diversi generi a trovarsi a proprio agio per gran parte dei mesi estivi. “Queste certo non hanno bisogno che il terreno sia rivoltato, perche la pacciamatura, unita all’umidità sotterranea costante, basta a costituire un microclima quasi da sottobosco.


Certamente che per le patate saranno necessari i ripuntatori, per trarle fuori da sottoterra. Per il frumento, nel caso che lo coltivino… sarei curioso di sapere esattamente come fanno, e se senza rivoltare la zolla, che rese di raccolto hanno.


In quanto alla fresatura, evidentemente siccome con l’aratura si formano dei solchi, se il clima del Biellese non prevede nè venti forti, nè sole cocente, probabilmente non c’è quel gran bisogno di riparo per sementi e piantine, nochè di accumulatore di umidità e particelle fertilizzanti volatili, che altrimenti il solco costituirebbe.

Ma aspetta un momento: se il solco viene appiattito e sminuzzato sopra la superficie, allora i resti vegetali e animali in superficie vengono ricoperti dalla terra venuta su con la ripuntatura! Mannaggia! E come facciamo adesso se le piante marciscono, e le deiezioni imputridiscono!?

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