danni provocati eventualmente dal rivoltamento delle zolle

Luca: [cit.]“perchè è un grave danno per i microorganismi aerobi sotterranei che sono abituati a stare in un certo strato sotterraneo e venendo piu in giu o piu in su con il rivoltamento muoiono.”[fine cit.] piú che altro il problema é che la zona fertile é in superfice, non nel sottosuolo. Inoltre nel sottosuolo la materia organica non si decompone bene, e va in putrefacenza, con la conseguente creazione di gas dannosi che danneggiano le radici delle piante, fenomeno molto ben conosciuto da chi opta per il rivoltamento delle zolle.

Qui è da diversificare, i casi in cui la zona fertile è in superficie, da quelli dove non lo è, o non lo è necessariamente, e perchè.

Intanto vale la pena specificare che persino in un bosco di latifoglie, che ha il suolo permanentemente ricoperto di pacciame eccellente, la zona fertile non è subito sopra, ma appena sotto lo strato superficiale di foglie morte, che spesso possiamo notare come ricordi proprio una coperta, che si puo sollevare con le mani e scoprire il suolo nudo sottostante. In superficie c’è l’ossigeno, è chiaro, ma vuoi dire che nello strato inferiore, dove bazzicano i lombrichi, là non c’è ossigeno? Se così fosse, non ci starebbero i lombrichi, che sono polmonati. Ovvero, sarebbe una zona senza ossigeno, ma giocoforza laddove non c’è ossigeno, ma c’è umidità e la terra non è ancora asfissiata, là arrivano lombrichi e altri piccoli animali scavatori, che con le loro gallerie automaticamente portano l’ossigeno laddove altrimenti si assisterebbe a marciumi.

Ora, che differenza c’è fra una zona umida ricca di materia vegetale morta posta appena sotto la superficie, ed un’altra zona umida altrettanto ricca di materia vegetale morta posta fra i 10 e i 40 cm sotto la superficie (ovvero la parte di prato che dopo l’aratura si ritrova sottoterra, con le radici sottinsù)? Nessuna, a parte appunto la profondità. In entrambi i casi l’umidità sotterranea unita alla presenza di materia vegetale appetibile attira lombrichi e altri animali che trasformano lentamente la materia organica in humus; nel frattempo, muovendosi e scavando tunnel da sopra e da sotto verso la zona di materia morta, fanno automaticamente si che la stessa rimanga in contatto con l’ossigeno.

Quando una superficie a pascolo si vuole adibire ad una coltura, la cosa piu semplice da fare è di preparare il suolo rivoltando le zolle: in questo modo si ottiene il doppio effetto che tutta la sostanza potenzialmente fertile che si trova in superficie (fusti di piante erbacee, deiezioni di animali di pascolo, ecc.) viene interrata, salvandosi cosi dal dilavamento superficiale (se si ha un campo aperto non arato, le deiezioni e altri elementi fertilizzanti solidi tendono ad accumularsi ai bordi, sotto le siepi o ai piedi di muri), mentre lo strato di terreno biologicamente coinvolto, cioè attraversato da sopra a sotto da lombrichi e altri animali sotterranei, passa dai 5-10 cm del prato ai 40 cm del terreno arato, condizione indispensabile per la crescita delle piu importanti piante alimentari, dal frumento al mais alle patate.

È importante per evitare il marciume fare il rivoltamento delle zolle quando il suolo non è troppo bagnato (dipende moto dal suolo, nel mio che è fangoso bisogna aspettare dei giorni prima che il suolo sia lavorabile), altrimenti possono senz’altro insorgere problemi di gas anaerobi, perchè il trattore, gli animali da lavoro o l’uomo stesso, camminandoci sopra subito dopo rivoltata, possono compattare irrimediabilmente il terreno bagnato, rendendo difficile poi la penetrazione dei lombrichi e favorendo le piante “mafiose”.

A favore del rivoltamento della zolla devo anche constatare che in un campo esposto al sole cocente per tre stagioni su quattro (quindi non nel biellese), se ariamo il terreno senza rivoltare le zolle, possiamo stare sicuri che la parte superficiale “fertile” in realtà non esprimerà la sua fertilità potenziale, poichè tutti gli animali sotterranei che si occupano di trasformare in humus i tessuti morti delle piante non avranno in superficie abbastanza umidità per sopravvivere. Mi dirai, ma si puo irrigare. Si, ma considera che irrigare vuol dire alla lunga salinizzare il terreno, che è un processo piuttosto irreversibile. Inoltre non tutti hanno la fortuna di avere acqua corrente a disposizione nel proprio terreno, per non parlare di campi di grano che si estendono per ettari ed ettari. Non è allora meglio in quei casi rivoltare le zolle?

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