DE FERTILITATE TERRAE

Sono giunto a delle verità riguardo alla fenomenologia della fertilità, osservando per alcuni anni il terreno e cosa ci cresce sopra, che non necessariamente negano quello che ho letto finora, ma lo affrontano da un altro punto di vista e con un altro vocabolario.
Per esempio: perche si dice che il terreno ideale per l’agricoltura è di medio impasto, fatto quindi in proporzioni ideali da sabbia, limo e pietre?
Perchè se c’e troppo limo, che è per esempio il fine terreno di origine vulcanica che costituisce il mio suolo, esso con la pioggia tende a compattarsi, impedendo alla maggior parte delle piante e degli animali di muoversi e crescere in esso. La sua parte superficiale, inoltre, è fine e polverosa, ragion per cui dopo un po’ che non piove se non è ricoperta da piante o almeno da inerti (pietre o mattonelle o altro) viene facilmente eroso via dal vento o infestato da piante “mafiose” come la menta selvatica o il rovo.
Se c’è troppa sabbia invece, la maggior parte delle piante non trovano un ancoramento adeguato al suolo, necessario a crescere alte, per il resto la sabbia sembra ottima a trattenere l’acqua, infatti spesso ho notato che i lombrichi quando il tempo è secco e torrido li ritrovi rifugiati nel mucchio della sabbia. E se i lombrichi frequentano la sabbia, senz’altro dopo un certo periodo di colonizzazione la sabbia sarà piena di particelle di limo arricchito di sostanza organica, portato da essi in forma di feci. I lombrichi nella terra fine invece si trovano solo, raramente, sotto le radici, dove parti vegetali in decomposizione rappresentano cibo e contemporaneamente uno spot di umidità nell’aridità estiva, nonchè naturalmente sotto/fra le pietre.
La pietraia non è altro che un mucchio di sabbia con granulometria abnorme, per cui è un punto di attrazione per la vita animale e vegetale come o più che il mucchio di sabbia.
Naturalmente il processo contrario, cioe che in un terreno limoso i lombrichi portino della sabbia, non è possibile, perche essi assumono e quindi trasportano con se solo particelle minerali fini.
È facile insomma osservare che una pietraia con particelle sabbiose frammiste, per esempio il terreno di basamento attorno ad una vecchia costruzione in muratura, è destinata in breve tempo a diventare un suolo fertile, cioè ricco di microfauna e di conseguenza di feci ed altre sostanze organiche. Cominciano a colonizzarla piante basse adatte ad infilarsi negli interstizi fra le pietre, alla cui morte la parte radicale viene mangiata da insetti, lombrichi e funghi, che trasformano cosi alla fine in terriccio (limo e sostanza organica)lo spazio lasciato vuoto.
Conclusione del quadro: se io ho un terreno sabbioso con pietre e pietruzze frammiste, se ho tempo di aspettare un paio d’anni e se è in una posizione favorevole mi diventa da solo un terreno ottimo e fertile, ottimo per la maggior parte degli alberi da frutto e anche per molte verdure.
Perchè alla fine, quello che conta, anche se i testi di agricoltura biologica si esprimerebbero diversamente, è che nel suolo ci sia sempre una sufficiente quantità di feci e tessuti animali morti, che da una parte costituiscono il nutrimento diretto o indiretto per le piante da frutto, dall’altro mischiandosi al limo contribuiscono a dare struttura, porosita ed elasticità al terreno, tanto piu necessario quanto meno sabbia e pietre vi sono incluse.
Quando il testo di agricoltura sinergica dice che non è necessario concimare con letame, a patto di arricchire la superficie di pacciame vegetale, significa in fondo che quel letame che non metti direttamente tu nella terra, o che non espellono nel giro di una stagione pecore e capre sul prato che poi viene rivoltato, è quello che defecano lentamente i lombrichi ed altri animaletti sminuzzatori che vivono fra pacciame e suolo. L’azione e il lavoro connesso nei due casi sono differenti: è più semplice per superfici medie e grandi di solito procurarsi il letame e lavorarlo nella terra con un aratro che raccogliere pacciame vegetale in quantità sufficiente e trinciarlo a misura tale da essere facilmente sminuzzato dalla microfauna sotterranea.

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