i pulcini di febbraio 2014

I pulcini arrivarono i primi giorni di febbraio nella casetta a loro adibita, gia abitata prima di loro da 2 generazioni di polli, dopo essere stati sballottati per un tremendo quarto d’ora nei loro cartoni forati assicurati sul portapacchi della bicicletta.
Erano così piccoli che potevano comodamente uscire fuori dalla casetta passando fra le maglie della rete che ne costituisce la parete est. E pochi giorni dopo purtroppo mi sono accorto anche che oltre che loro uscire, poteva anche entrare qualcosa di inaspettato.
Si sono potuti cibare per una-due settimane dei resti del mangime rimasto inutilizzato dai polli morti l’anno scorso. un paio di chili erano di mangime completo solido, che ho messo nella mangiatoia apposita, mentre un altro paio di chili era crusca, che ho mischiato con acqua e sostanzioso olio di oliva, che queste terre producono in abbondanza.

Mentre durante queste prime settimane i piccoli erano ancora a loro agio chiusi dentro la casetta di legno, sicuri dai pericoli dell’esterno, all’esterno, nell’area delimitata dalla rete, di ampiezza di circa 50 m², ho fatto un po di pulizia: da oltre 6 mesi quel suolo non era stato piu calpestato nè da uomo nè da pollo, con il risultato che i rovi si erano espansi un po su tutta la superficie, per ovviare alla nudità del suolo provocata dall’intensa presenza dei polli a beccare e scavare.
Fatto sta che una settimana dopo il loro arrivo, capitò una pioggia torrenziale che è durata un sabato e una domenica. siccome ero lì in bicicletta, mi sono fermato di notte lì a dormire. Ma evidentemente la donnola non si è lasciata intimorire dalla mia presenza nei paraggi del pollaio: la domenica mattina mi sono accorto che mancava un pulcino. Ma da dove è uscito? Solo dopo un’attenta osservazione mi sono reso conto che l’animale che piu tardi enciclopedia alla mano ho identificato come una donnola,

ha scavato un tunnel nella stretta intercapedine fra rete e basamento, ha scalato la rete ed è entrata fra i magli della rete (larghezza max. 7 cm), ha acchiappato un pulcino, ne ha mangiato le cervella sul posto, poi se l’è tirato dietro fin fuori della rete, ma siccome non passava dal tunnel sottoterra, ha pensato di sbudellarlo e lasciarlo provvisoriamente lì in attesaa di una prossima occasione per squartarne il corpo.

Sono caduto abbastanza nel panico, e una delle misure che ho deciso di prendere, in previsione di partire e lasciare i polli liberi di entrare ed uscire dalla casetta, è consistita in un uscio-porta fatto di tante catenelle che pendono da sopra l’uscio. Pare che i predatori non osino superare questa barriera metallica – non chiedetemi perchè…-.

I pulcini sono nove, 5 maschi e 4 femmine, di cui due sono rosse, una bianca e una nera. Molto presto hanno iniziato a profittare dell’abbandono di quel suolo, diventato ricco di sostanza organica in decomposizione e quindi ricco di vermi e insetti decompositori, che a loro volta sono il cibo privilegiato dai polli, che infatti per istinto hanno preso a scavare ovunque ci fossero foglie morte ammucchiate ai piedi degli ulivi e dei rovi.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...