febbraio 2013 – il mese dei pulcini

Febbraio è stato il freddo mese caldo delle elezioni politiche, dove mi rendevo conto guardando gli esiti delle votazioni che non ero davvero il solo ad essere economicamente disperato e sfiduciato dal sistema. In particolare dall’aver constatato che in Calabria, pur parte formalmente della Repubblica Italiana, l’articolo 1 della Costituzione non trova attuazione, e la cosa più terribile è che la sua attuazione non sembra neanche venir auspicata! Coloro che siedono alle scrivanie dei cosiddetti “centri per l’impiego” dislocati sul territorio sono i primi a non credere in una normale prassi occupazionale. Si da per scontato che tu abbia un parente o un compare che ti trova il lavoro… la voglia di lavorare scema facilmente nel clientelismo, o nell’emigrazione di chiunque sia giovane ed abbia un minimo di sale in zucca e di istruzione.

una abbondante grandinata di febbraio fa diventare bianca tutta la terra

una abbondante grandinata di febbraio fa diventare bianca tutta la terra

Febbraio è stato anche quest’anno un mese all’insegna del tempo orribile. La cosa migliore era stare a casa vicino alla stufa/fornello e fare cose per mantenere un minimo di buonumore con qualche amico seduti attorno ad un tavolo, mentre fuori imperversano gelo, tuoni, bufera, grandine e pioggia torrentizia senza fine.

Non è stata un’attività improduttiva all’insegna dell’attesa impaziente della primavera, bensi una chance per sviluppare nuove forme di creatività. Il clou del mese, che probabilmente avrà un seguito, è stata la lavorazione della terracotta:

oggetti d’uso, statuine e pendagli, nonchè… “monete” di terracotta

il verso di un "menzu sordu"

il verso di un “menzu sordu”

e lampade ad olio (siccome di olio lampante qui ce n’è in abbondanza)

un lumino ad olio prima della cottura

un lumino ad olio prima della cottura

Nel corso del mese ho parallelamente appreso assai bene come usare in tutti i modi possibili la cucina economica: Piano cottura, forno per il pane ed altro, scaldabagno, asciugapanni, asciugaterracotta, forno per terracotta, deodorante per ambiente. Se lo si usa per cosi tante cose si capisce come mai si chiami cucina economica! E si capisce anche perchè in ambito demografico la famiglia viene chiamata ancor oggi “fuoco“.
 

alcuni teschi di terracotta affidati al fuoco della cucina economica

alcuni teschi di terracotta affidati al fuoco della cucina economica

Qui da noi in Terzo Mondo Europeo, dove la convenienza del gas o dell’elettricità per riscaldamento e cottura non è in tempo di crisi più così scontato come in passato, e in compenso c’è parecchia legna in giro, il ruolo sociale della donna di casa o comunque dell’angelo del focolare che amministra la cucina a legna è destinato a mantenere e aumentare il suo prestigio, considerato tutto il daffare e la perizia che in genere richiede la gestione ottimale e a tempo pieno del fuoco. vedi in proposito il post sul fuoco.

L’uso esclusivo della stufa a legna per il riscaldamento invece di gas o elettricità non ha solo un che di romantico in sè, che farebbe molti optare per esso a prescindere persino dal risparmio economico che comporta, ma comporta per chi ha del terreno coltivabile un vantaggio ulteriore rispetto all’elettricità o al gas: la cenere di legna è infatti un fertilizzante – che io non ho ancora ben capito come utilizzare, beninteso – . Intuitivamente, ricordandomi che gli ulivi della parte nord del terreno sono stati energicamente potati esattamente 4 anni fa, ho pensato che spargere ogni tanto un leggero velo di cenere della stufa intorno ai loro tronchi può essere un parziale se pur tardivo risarcimento dei quintali di legna prelevata allora. Del resto buona parte della legna bruciata era ulivo, e il resto “Ilicia“, come da queste parti viene chiamato il Leccio, la quercia che crescerebbe in queste contrade se non  venisse coltivato ovunque l’olivo.

i pulcini si ambientano nel pollaio

i pulcini si ambientano nel pollaio

A febbraio è stato il momento di rinnovare e possibilmente incrementare la popolazione avicola, acquistando due diverse nidiate miste di pulcini. La prima, a metà mese, è stata da  subito accolta nel pollaio, che per l’occasione ha dovuto chiudere i battenti per gli adulti superstiti (due galline un gallo): purtroppo infatti gli adulti non hanno mostrato alcun tipo di istinto vagamente genitoriale, e ho temuto che da soli con loro i pulcini potessero soccombere alle loro beccate.

la gallina sta pensando: cosa fanno questi mostriciattoli che mi rubano tutta la granaglia? mo' mi arrabbio!

la gallina sta pensando: cosa fanno questi mostriciattoli che mi rubano tutta la granaglia? mo’ mi arrabbio!

Un ulteriore problema era che a causa del sospetto di predatori intrusi nel pollaio ho deciso fin da subito di chiudere la porticina fra il pollaio e l’area dedicata al razzolo. Per rendere il loro carcere preventivo un poco meno sgradevole, causa pioggia continua e umidità sopra sotto e di fianco, nonchè carenza di cibo fresco, li ho perlomeno viziati con la mangiatoia ben colma di mangime-leccornia con mais e soja tritata. Quando due settimane piu tardi ho portato nel pollaio la seconda nidiata di dieci pulcini, mi sono accorto improvvisamente di quanto siano cresciuti quelli del primo gruppo in cosi poco tempo: erano il doppio piu grandi dei compagni ultimi arrivati! Questi ultimi sembravano inoltre parecchio storditi per via del trasporto, o delle condizioni in cui erano tenuti finora, e il primo giorno non si son fidati ne di mangiare ne di socializzare con i pulcinoni. Dopo qualche minuto ho deciso che non sarebbe stato saggio lasciare il pulcini nello stesso pollaio con loro. I cugini maggiori avrebbero rubato loro di bocca tutto il cibo. Li ho rinchiusi in un angolo della casetta di muratura, muniti di abbondante mangime e acqua.

i nuovi pulcini, fra cui una "calimera", rinhiusi provvisoriamente in un angolo protetto della casa

i nuovi pulcini, fra cui una “calimera”, rinhiusi provvisoriamente in un angolo protetto della casa

Nel frattempo lavoravo ad un nuovo pollaio, tale e quale al primo, posto all’estremita opposta della proprietà, ovvero la dove il lungo reticolato divisorio fra nord e sud del terreno si collega con il confine ovest della proprietà. Anche in questa piccola impresa edilizia mi è stato possibile non spendere nulla, sfruttando i blocchi di pietra e cemento, riciclando tegole di cotto, i pezzi di legno e la viteria di seconda terza e decima mano gia disponibili in loco.

work in progress

work in progress

Nel campo prettamente agrario ho fatto ben poco, causa il tempo atmosferico e il tempo cronologico,  ma quei pochi giorni privi di pioggia sono stati dedicati a zappare diverse aiuole dislocate tutte nella zona sud del terreno.

per le patate bisogna zappare e vangare il piu profondo possibile. se va bene... pollo e patatine

per le patate bisogna zappare e vangare il piu profondo possibile. se va bene… pollo e patatine

La zona nord invece la volli sperimentare per la stagione a venire esclusivamente come parco avicolo. Ai tre animali superstiti dell’anno scorso ho pensato di associare cioè gradualmente questa ventina di giovani polli, e dare loro la liberta di nutrirsi con le risorse che via via l’ambiente di quel mezzo ettaro fornisce: in primavera erba e vermi, poi bacche e vermi, nella siccità insetti, lucertole e semi vari, da agosto in poi ancora erba e bacche.

Cosa ho raccolto di buono dalla campagna in febbraio?
Non ho mangiato abbondantemente, ma in proporzione alla routine piuttosto sedentaria del periodo.
 Ogni tanto carne di pollo, ogni tanto un uovo, qualche patata rinvenuta durante la vangatura di aiuole gia sfruttate l’anno scorso, aglio e peperoncino della scorsa raccolta, ottimi per prevenire malattie invernali.
 Spesso pasta e legumi cucinata assieme con il ravizzone raccolto giornalmente  fresco.
E un bel po di frutta secca, fra cui le more di gelso raccolte e disseccate lo scorso maggio.
Anche in febbraio ancora pompelmi su pompelmi, e tantissimi limoni, molti dei quali piuttosto piccoli, perchè cresciuti a grappoli, non essendo stati selezionati i frutticini appena spuntati, come è d’uso fare per aver frutti piu grossi.

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