Pensieri scaturitimi durante la lettura di “Alle radici dell’Agricoltura” (Manenti-Sala)

Il mio amico Luca mi ha dato da leggere questo libro interessante scritto da imprenditori agricoli biologici del Biellese, dove spiegano cose apparentemente incredibili, come l’inutilita e dannosita non solo dei concimi chimici -peraltro ammessi dalle normative europee per il biologico-, ma anche dai tradizionali concimi costituiti da letame.
Durante la lettura ogni tanto mi sono interrotto e ho annotato dei pensieri sciolti (ma spero non logorroici). Proprio grazie a questo testo mi sono visto stimolato a esprimere considerazioni che magari non avevo ancora avuto occasione finora su questo blog.


pg 69 : non e vero che nel bosco la lettiera non viene interrata (lo fanno fra gli altri cinghiali e uccelli galliformi) e soprattutto non e vero che non ci sono apporti di sostanze dall’esterno: funziona piuttosto come fulcro di interesse per tanti animali, i quali una volta lì per motivi di caccia, riproduzione, nidificazione, sosta migratoria, rendono al sistema bosco piu o meno tanta sostanza organica: in primis escrementi, poi peli, corna, penne, scaglie, borre e cosi via. A livello di microfauna avviene lo stesso ma ancora piu massicciamente di quanto si possa vedere. Milioni di insetti e altri invertebrati che sono attirati verso il sistema bosco dall’oasi di umidita che rappresenta d’estate, e dal riparo temperato che rappresenta d’inverno. Qui questi animali arrivano, si riproducono e muoiono, e i loro corpi come le loro feci e i loro esoscheletri chitinosi contribuiscono all’apporto di sostanze che di per se non sono necessariamente gia presenti nel sottosuolo.
Insomma il bosco, e l’area coltivata che riesce a comportarsi da fulcro come il bosco (gli esoterici parlano di luoghi fatti in modo da attirare energia, ma si puo vedere anche piu terra terra come un posto dove organio richiama organico) , essi sono come in città i locali dove c’è gia pieno di gente che balla sui tavoli, o c’è la fila fuori per entrare, e dove PROPRIO PER QUESTO un sacco di gente da fuori anela ad entrare. Nel bosco c’e gia un sacco di attività, e questo richiama altra attività, ed ogni visitatore occasionale o abituale prende un drink e fa una capatina ai servizi (ma per rimanere coerenti con la metafora economica dirò che ci lascia dentro dai 5 euro in su).


pg.72 : riguardo alla pollina: ma non hanno mai provato pollina di propria produzione, come ho fatto io negli scorsi mesi? Lì difficilmente ci saranno residui di antibiotici. Certamente che per alcune piante, e forse per gli ortaggi in generale puo essere piu deleteria che altro, ma nel caso di alberi da frutto sempreverdi ho notato che senza apporto di pollina o simili la pianta cresce ma non mantiene i frutti, o non fiorisce neanche, con la pollina invece ottimi risultati. Se osservassimo le stesse piante in natura, probabilmente noteremmo come la pacciamatura di foglie ovviamente in autunno non avviene, ne consegue niente copertura del terreno in proprio, ma la presenza di animali come galline o maiali, che scavano e defecano, scavano e defecano, favorisce la fertilita di quelle particolari piante (d’altra parte il fatto che la chioma in inverno non sia nuda rende meno urgente una copertura del suolo onde combattere il dilavamento e l’erosione). Essendo pluriennali, questi sempreverdi, tipo aranci, pompelmi, fejoha, nespoli, possono anche aspettare mesi o anni finche la pollina non si e trasformata in qualcos’altro che a loro sia piu congeniale.


pg.73 ..non È che le piante tagliate non ricrescono, tutt’altro, e questo l’ha osservato un chiunque. Ma la questione è se il taglio impoverisce la capacita di fruttificare o no. il legno e i fusti sono fatti di una materia che non e proprio la stessa di cui sono fatti i frutti o le noci. Si ritiene infatti che in genere le piante da frutto fruttificano quando se lo possono permettere, in termini di sovrabbondanza di sostanze.


pg. 86 : e qui mi voglio! Puoi fare il sistema a goccia finche vuoi, ma al di fuori delle serre, il clima in italia mediterranea è fatto prevalentemente di sole cocente e acquazzoni anche violenti (aggiungo che non so com’è il clima nelle colline biellesi). Se anche mi impongo per principio di non rivoltare le zolle, di non interrare niente, di non premere fisicamente sul terreno onde non compattarlo, rimane il fatto che la pioggia è un agente compattante. e cosa fare allora, per contrastare l’effetto compattante della pioggia a scroscio violento, che rischia di far aumentare i batteri anaerobi con tutte le nefaste conseguenze che ne derivano? Ma naturalmente rivoltando la zolla! Così infatti la parte aerea delle piante finisce sottoterra ammorbidendo come un materasso la pressione degli agenti atmosferici e non su di essa, intanto si decompone, e il movimento eseguito periodicamente a zappa o con animali o macchine impedisce che a farlo siano troppi batteri anaerobi. Se fossimo in inghilterra, o altrove dove piove sempre ma a spruzzetto, forse funzionerebbe meglio in quel modo, ma in Italia a mio avviso funziona prevalentemente in questa maniera. Poi forse il discorso si puo spostare sulla differenza fra dei fusti vegetali e del letame interrati. Penso che i primi sono relativamente innoqui, mentre il letame marcisce davvero, ed in una maniera intuitivamente malsana. Ma dipende anche chiaramente dal tipo di terreno: sul mio terreno per esempio che è molto permeabile, intuitivamente non mi farei problemi a rivoltare la zolla.
PS: infatti vedi pg.93, ove si rammenta che la coltivazione in serra ha una situazione di acqua controllabile, protetta dalle pioggie torrenziali di cui sopra.

pg.86 : … hai voglia ad osservare il bosco! Ma non è che gli ortaggi crescono nel bosco! O meglio, in una radura del bosco, dove è passato un maiale o cosa del genere e ha arato il terreno, e poi un altro animale ha portato un seme di qualcosa, lì probabilmente crescerebbe qualcosa di fruttifero.


pg102: aha! ora capisco, niente concimi propriamente detti, ma Litotamnio e Solfato di Potassio senz’altro: questi sono quindi per cosi dire una sorta di mangime per i microrganismi del suolo, i quali poi a loro volta nutrono gli ortaggi. Su due ettari sono 100kg di KSO e 500kg di calcio-magnesio(+ Spurelemente).
È come se io da me per mezzo ettaro usassi 25kg di solfato di potassio e 120kg di litotamnio. Me la cavo con una decina di euro? Ma dove trovarli quaggiù, dove i concimi per essere tali il terreno lo “conciano” letteralmente? Per contro invero ho poc’anzi constatato che le colture micorrizzanti sono arrivate anche quaggiù nel negozio agricolo. E pensare che Cristo si è fermato a Eboli!

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2 risposte a Pensieri scaturitimi durante la lettura di “Alle radici dell’Agricoltura” (Manenti-Sala)

  1. Luca ha detto:

    Ciao Rocco,

    Un commento veloce all’ultimo tuo commento, poi altri commenti seguiranno. Loro a pagina 102 dicono di aver usato, per una estensione di 2 ettari, una decina di sacchi da 50kg di calcio-magnesio (litothamnio) negli ultimi 15 anni! Questo vuol dire 0.6 sacchi all’anno per 2 ettari, che corrisponde a 0.2 sacchi all’anno per mezzo ettaro. Essendo ogni sacco 50 kg, questo corrisponde a 5kg di litothamnio. Il costo del Litothamnio a quanto sembra è nell’ordine dei 120 euro ogni 50gk (http://www.giardinaggionaturale.com/prodotto-143051/Litotamnio-alga-calcarea-della-bretagna-Sacco-da-50-kg.aspx) quindi 5kg di litothamnio costano 12 euro. Questi 12 euro sono annuali. Per il solfato di potassio: 2 sacchi da 50kg in 15 anni per 2 ettari corrispondono a 0.03 sacchi all’anno per mezzo ettaro, cioè 1.6kg. Il costo: 5kg di solfato di potassio costano circa 11 euro (http://www.maiac.it/index.php?page=shop.product_details&category_id=11&flypage=flypage.tpl&product_id=33&option=com_virtuemart&Itemid=64), quindi 3.5 euro per 1.6kg. Insomma, rapportato a te, il costo annuale sarebbe nell’ordine dei 12 + 3.5 = 15.5 euro.

    Quello che loro dicono nella sostanza è che la quantità di fertilizzanti che usano è infinitesimale, risibile e sostanzialmente tende a zero rispetto a quel che viene fatto nell’agricoltura biologica classica.

    Stamme bbuono,

    Lu

  2. rocchiggenova ha detto:

    cool! e cosa ne pensi delle altre questioni, riguardo il rivoltamento della zolla, la capacità rigenerativa delle piante, il concime animale e i parallelismi con la vita nel bosco?

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