Raccolta olive – dicembre 2012

In dicembre ho avuto ancora due occasioni per introdurmi nella piu o meno nobile arte della raccolta delle olive.
La prima è stata il 1° dicembre nello stesso uliveto che in novembre aveva prodotto un olio estremamente acido (oltre 13°), nella contrada chiamata Campicciolo, ove altrimenti di solito si ricava l’olio più buono della zona.
Come ho gia spiegato altrove, è chiaro che all’inizio della stagione della raccolta, dove ci sono ancora un sacco di moscerini delle olive in giro perche fa ancora caldo, e a terra si accumulano tante olive marce, decomposte e secche, l’olio viene sempre brutto. Infatti molti villani raccolgono le olive da terra in modo radicale all’inizio della stagione, a novembre, per nessun altro scopo che per togliere di mezzo le olive brutte che altrimenti verrebbero poi raccolte assieme a quelle migliori dell’inverno. Questa prima partita di olive non viene spesso neanche franta (per quel poco che se ne ricaverebbe all’ammasso non vale per molti neanche la pena di cernerle e portarle al frantoio), ma finisce ammucchiata in un angolo dell’uliveto a marcire o a bruciare, mentre sul terreno ora pulito cadono olive meno bacate, che anche grazie alle basse temperature di dicembre una volta cadute non si inacidiscono piu tanto presto.
Questa volta però nel nostro particolare caso entravano in gioco altri fattori; infatti su questo terreno la pulizia del suolo non era stata fatta a tempo debito in novembre, ma in ottobre, quando la zolla erbosa ancora aveva avuto prima del freddo tutto il tempo e le condizioni atmosferiche per riprendere a crescere. Inoltre qui non era stata attuata dal trattore una fresatura e piallatura, bensi solo una RASATURA, ovvero il taglio della vegetazione a rasoterra, senza toccare per nulla le zolle e le parti sotterranee della vegetazione.
<p> Devo qui inoltre annotare che l’erba, come i rovi, tendono a crescere e a persistere fra gli ulivi in particolare laddove gli ulivi sono stati in passato energicamente potati, ovvero dove le chiome non offrono al suolo sufficiente ombra da impedire all’erba di ricevere abbondante sole estivo. E questo è stato purtoppo il caso in tutti i tre terreni finora visitati.
Fatto sta che questa volta abbiamo raccolto le olive cadute da poco – era appena passato un temporale con tanta acqua e vento- ed eravamo ben speranzosi, ma una volta giunti fieri con i numerosi sacchi all’ingresso del frantoio, ecco che il frantoiano a cui affidiamo il nostro bottino ci fa notare che in mezzo alle olive buone, dure e luccicanti dopo la pioggerellia pomeridiana, ci sono ingenti quantità di olive rinsecchite e “fallocche”.
 Se paragonato con le altre ceste grigie da mezza tonnellata là attorno al frantoio, piene di scintillanti frutti oleosi, le nostre effettivamente non davano la migliore delle impressioni. Si scommetteva sul grado di acidità, ma era già chiaro agli occhi esperti del tecnico che esso non sarebbe stato inferiore a 4.
Infatti alcuni giorni dopo si seppe che era di 7 gradi. Niente olio da tavola anche stavolta, quindi. Le olive che non erano state rastrellate alla prima raccolta avevano continuato a giacere e marcire fra l’erba, ed erano ora quelle che rovinavano la riuscita decente dell’olio.
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Il 20 dicembre ancora una volta siamo andati in tre a raccogliere olive a Campicciolo, dove dopo quasi tre settimane ci sarebbe stata una nuova tornata di olive cadute con le ultime pioggie. Ora ci si aspettava un esito migliore, anche perche con i primi seri freddi per i parassiti e le altre insidie dei frutti la vita si fa dura. Questa volta siamo partiti trainando con una panda 4×4 un carrello particolare, su cui possono prendere posto sia la macchina cernitrice che quella scopatrice-raccoglitrice, oltre che le scope ed i contenitori per contare le misure di olive.
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Con queste due macchine ho partecipato alla procedura normale con cui tutti qui raccolgono le olive: una persona va in giro manovrando la scopatrice, che come una motocicletta va dappertutto scoppiettando e scopando;
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Un’altra persona (in questa occasione me medesimo) è adibita a trasferire alla cernitrice con una pala il contenuto rovesciato per terra dalla raccoglitrice.
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Una terza persona si occupa della cernitrice, accellerando alla bisogna la velocità con cui le olive si liberano degli altri materiali raccolti.<p>
Questa veloce catena di raccolta non è molto dissimile dalla raccolta a mano, solo che è molto piu veloce: in un paio d’ore abbiamo raccolto lo stesso che in una giornata a mano!
Infatti verso mezzogiorno, avendo già portato le olive al frantoio con lo stesso carrello, e tornati indietro a caricare sul carrello tutti gli attrezzi da riportare in città, abbiamo pensato di sfruttare le rimanenti ore di luce per raccogliere altre olive in un altro uliveto un po’ trascurato, nella contrada chiamata “Cerzi”, il cui nome ricorda che là in principio c’era un querceto.<p>

Era una piccola parcella dove in questa stagione non erano ancora mai state raccolte le olive, e infatti ce n’erano davvero tante a terra, e per la massima parte vecchie e rinsecchite.
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Ho avuto modo di osservare in azione la scopatrice-raccoglitrice, che con le sue setole di plastica flessibile che roteano velocemente raccoglie le olive insieme a tutte le foglie e la terra mossa.
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Una caratteristica di questo terreno: a differenza dei precedentemente descritti non mostrava quasi traccia di erba, quindi sarebbe stato anche senza scopatrice piu facile da pulire. Un’altra era che ai suoi limiti crescevano alcune piante di noce e di castagno, che entrambe avevano perso le foglie. Al momento della cernitura, soprattutto se a mano, si intuisce come la presenza di piante a foglie caduche vicino agli ulivi renda più ostica la raccolta.
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Questa volta abbiamo fatto come quasi tutti fanno , cioè non abbiamo versato via via le olive raccolte nei sacchi, per poi al frantoio riversarli in una grande cesta grigia, bensi abbiamo imprestato dal frantoio una cesta grande verde (quella grigia non si riusciva a trasportare, mentre quella verde è un po’ piu bassa e maneggevole).
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 Una volta finita la raccolta, siamo andati con questa cesta sul carrellino fino al frantoio, dove essa è stata trasportata via dal carrello elevatore.
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… E questo era quanto per la stagione delle olive 2012.
Gli uliveti sani dovrebbero continuare a maturare olive fino a febbraio marzo, e si racconta di annate dove si sono raccolte olive bellissime ancora a maggio, e giugno.
Ma non so fino a che punto crederci. Come a tante altre cose che la gente afferma.
 

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