settembre 2012 – il risveglio

Il 1° settembre nel pomeriggio arrivò un violentissimo aquazzone, e da allora in poi per molti giorni bassa pressione, nuvolo e pioggia, abbassamento delle temperature di qualche grado, venticello da sud.
il 3 sett. ho riparato la rete che era caduta con la tempesta facendo evadere i polli nella zona sud.

una gallina che razzola fuori del recinto, danneggiando alcune piante…


la buca dei girini si e riempita di terra lavata via dalle pareti nude, riempendo il contenitore e condannando a morte i pochi girini non ancora metamorfosati.


il topinambour alto oltre tre metri si e piegato sotto il peso della pioggia battente.

i serbatoi ormai semivuoti si sono riempiti per metà, le more continuavano a maturare ancora fin o in ottobre, mentre una parte di esse in determinate zone, per esempio nel cespuglio circolare nel centro della proprieta, si rinseccano e possono essere raccolte come frutta secca, con un interessante retrogusto di liquerizia.
Pochi giorni dopo la prima pioggia già si faceva evidente l’effetto dell’acqua nel suolo: tutto verdeggiante dove prima era ingiallito e secco, anche piante che sembravano spacciate come il giovane sambuco o il giovane corniolo riprendono colore e tensione vitale.

Fra gli ortaggi, le zucche, i peperoni e le melanzane, che in diversi mesi non erano quasi cresciute per niente, ora sono soggette ad una crescita esplosiva. Diverse semenze piantate in maggio e mai piu viste, solo ora a sorpresa germogliano, non si sono lasciate raggirare dalle piogge effimere di luglio e agosto, solo ora il loro istinto per l’umido di lungo periodo le lascia germinare senza rischio di carenza idrica.

Rimanevano da sistemare razionalmente i mucchi di erba trinciata nel settore nord, i quali venivano altrimenti lentamente disintegrati dai polli in cerca di vermi sotterranei.


Avevo in mente di trovare un’area un po grossa nel settore sud dove fare una composta come si deve, con il potato verde inframezzato a strati di erba secca e trinciata. L’ho individuata a ridosso dell’aiuola delle angurie.
Così nel pomeriggio dell’11 settembre abbiamo in quattro braccia (il prof. Habach ed il sottoscritto)portato in un unico punto quasi tutta la materia marcescente che costituiva i mucchi di erba tagliata raccolti fra gli ulivi, e abbiamo composto un enorme mucchio in un punto dove potesse rimanere indisturbato nei prossimi mesi.

Una minima parte del trinciato è finita invece direttamente a pacciamare le piante giovani del settore nord, nonche a tappare i piedi del reticolato di confine, laddove temevo che si infilasse da sotto il solito cane del vicinato, nonchè qualche volpe pericolosa.
Una parte finora minima dell’ammasso dal piacevole odore di tappeto boscoso è stata infine distribuita a pacciamare abbondantemente lungo tutto il confine sud, dove erano stati da pochi mesi impiantati corbezzoli, viburni e bossi, previo un generale disboscamento da tutte le altre piante che, non volute, insidiavano il loro spazio vitale.

Ed infine un bel po di trinciato, che gia stava producendo del calore, dovuto all’umido lavorio di tanti microrganismi aerobi atti alla decomposizione della materia vegetale, veniva da me deposto a strati in tre diversi punti, che ho pensato di adibire a mucchi di composta. Ho quindi nelle rispettive aree cominciato con un fondo di terra nuda, ho aggiunto uno strato di paglia falciata secca, poi ho aggiunto a strati roba verde e rifiuti organici alternati al trinciato di cui sopra.

Questa roba, quando si è tutta bella marcita, si puo usare come terra fertile e organicamente viva per farci crescere dentro gli ortaggi.

Alcuni frutti non erano pronti ancora per la raccolta, ma dopo la pioggia settembrina hanno ripreso a crescere: prima fra tutti, l’oliva.

i frutti di fejoha,

i meli cotogni

le zucchine

…ma allora cosa si è mangiato a settembre?
Premesso che io ci sono stato solo fino a metà del mese -quindi magari mi sono perso qualcosa- diciamo che ho continuato a mangiare le uova che le galline, libere di razzolare ovunque, producevano senza che le dovessi necessariamente nutrire con mangime.

La produzione di uova tuttavia pare essersi improvvisamente interrotta dal momento in cui, l’8 settembre, si è deciso di ammazzare uno dei tre galli, quello grosso con le zampe monche. Ho pensato fra me e me che le galline hanno messo il lutto, o che i due galletti rimasti non erano abbastanza virili da stimolare l’ovulazione…

Inoltre ho consumato (e tenutone i semi)
gli ultimi pomodori

basilico

una unica anguria

Il gallo di cui sopra è stato con il mio recalcitrante ausilio in uno stesso giorno ucciso, macellato e in parte consumato per cena. L’esperta macellatrice mi ha mostrato come fare il cosiddetto “spezzatino”, una padellata di interiora che consiste di cuore, fegato, trippetta (o durella), sangue dello sgozzamento rappreso, e intestino. Quest’ultimo viene accuratamente svuotato, lavato, mondato una prima volta con il sale, una seconda con il succo di limone. Una pietanza prelibata e sostanziosa, in particolare in considerazione dello stile di vita sano del povero galletto.
Il 12 settembre sono emigrato in Germania a lavorare per non perire nei debiti contratti, lasciando le cose il piu possibile sotto controllo. I polli si sarebbero autosostentati ruspando nel quarto di ettaro a loro completa disposizione, mentre da un grosso contenitore avrebbero attinto l’acqua a loro necessaria fra una pioggia e l’altra.

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