agosto 2012

Ad agosto, parimenti alla stragrande maggioranza della popolazione di questa regione, non ho lavorato quasi per niente, e ho lasciato un po’ che succedesse quel che doveva succedere. Dopo la pioggia dell’ultimo quarto di luglio si è ripetuta un’altra pioggerella di mezza giornata verso il 10 agosto, poi niente più fino al 1° settembre.
La fatica maggiore del mese era la raccolta delle more: ogni giorno si potevano riempire 1-2 canestri di more, che via via maturavano ovunque lungo tre quarti dei bordi della proprietà, e non era sempre agevole, non solo per via dei lunghi rami spinosi che hanno danneggiato più di una camicia, ma anche perchè molti dei grappoli piu succulenti si ergevano a buoni tre metri di altezza, sulla sommità della siepe costituitasi nel corso degli ultimi tre anni dove prima era solo rete metallica e sterpaglie.

siepe di more di rovo


Un’altra impresa del mese, attuata grazie all’ausilio del signor Holzner dalla Svizzera, è stata la erezione di una rete metallica che costituisce il prolungamento della rete dei polli, quella che fino ad ora li relegava a razzolare lungo il bordo sud est della proprietà. Abbiamo cioè sistemato circa 40 metri di rete alta fino a 2 metri e sorretta da pali di allumiinio conficcati per terra, partendo dalla originaria entrata degli umani a nord della recinzine e collegandola con il confine ovest della proprieta, subito a nord del futuro stagno.

la rete che ora divide la proprieta in due parti, quella con e quella senza polli liberi


Perchè abbiamo fatto questa barriera fra il nord e il sud dell’uliveto? Nel corso del mese succedeva sempre piu spesso che qualche pollo svolazzava oltre l’entrata degli umani e invadeva la parte sud della proprietà, caratterizzata da un sacco di piccoli esperimenti con diversi tipi di ortaggi. Da una parte per esempio crescevano gli asparagi assieme a piantine di cetriolo, altrove erano giovani piantine di fragola di bosco, e in diversi punti erano cresciute piantine di zucca di diverse razze. Ebbene, durante alcuni giorni di assenza, alcuni polli, forse proprio spinti dalla mancanza di cibo naturale dovuta alla prolungata siccità, e evidentemente stanchi di mangiare sempre il solito granone di granturco che gli davo io ogni tanto nella mangiatoia, hanno invaso la zona sud e scavato senza pietà ovunque ci fosse un po di umidità sotterranea (e quindi dove per istinto avrebbero pensato di trovare vermi e altri animaletti sotterranei).

i polli invadono l’area sud e distruggono ortaggi


Alla fine constatavo con disappunto che avevano fatto fuori tutta l’aiuola con le fragole di bosco, e tutto il mucchiio di composto che avevo circondato con piante di zucca. Ed ho pensato che era ora di ampliare il loro mondo razzolatorio, ofrrendo loro tutta la zona nord appena tosata dal trattore. Qui avrebbero potuto fare ben poco danno, inoltre avrebbero contribuito a tenere pulito il terreno presso le siepi di rovo, e al contempo le avrebbero concimate con le loro deiezioni. Stesso vantaggio vedevo nei confronti dei grossi alberi di ulivo, molti dei quali ancora aspettavano di essere ripuliti dalle piante avvinghiatesi attorno ai tronchi.

un quarto di ettaro di sottossuolo a disposizione per i polli ruspanti


In quanto a flora e fauna spontanea, notavo nei periodi che sia per gli umani che per il mondo animale rappresentano di questa stagione gli unici momenti della giornata di attività frenetica, il mattino presto fra le 6 e le 8 e la sera fra le 6 e le 8, che contemporaneamente i polli, i rospetti, miriadi di insetti, gli uccellini fra gli alberi e un particolare tipo di ragno dall’addome zebrato che costruisce una tela fatta a tetraedro facevano la loro camparsa tutt’ad un tratto.

ragno zebrato presso un castagno


sopra l’Erba tagliata dal trattore facevano nuovamente capolino verdeggianti le felci e i rovi sparsi un po ovunque anche in mezzo al prato con il loro intrico di radici sotterranee.

rovo che ricresce dopo la rasatura del terreno


I rovi sui confini continuavano a crescere senza sosta con le loro lunghe e spinose liane prensili, sovente ricoprendo piante coltivate con il loro fogliame

i rovi ricoprono completamente una pianta di fejoha. La pianta comunque sembra passarsela non male là sotto, a giudicare dall’aspetto sano del fogliame.


ovunque proliferava inoltre la pianta dal fusto robusto alto anche piu di due metri, che sulla sommita sviluppa un grappolo di bacche rossastre.

Cosa si mangiò ad Agosto?
Soprattutto frutta di stagione, che consisteva di prugne, fichi, ovviamente more di rovo, fichi d’india, pesche e peschenoci, angurie e meloni, ma era anche il tempo di raccogliere le nocciole fresche, per poi seccarle. Il lungo periodo siccitoso era anche ideale per mettere a seccare i fichi al sole, spaccati in due e sistemati su un graticcio allungato fatto di frammenti di canna legati assieme.

la mora senza spine da me piantata due anni fa produce frutti grossi, dolci, e soprattutto agevoli da raccogliere.


Ma quello che potevo vantare di raccogliere in agosto dalle proprie piante era quasi nulla (a parte le more di rovo (che tra l’altro sono nate da sole e nesuno se ne mai curato inimamente…): di quattro piante di susino solo una si degnava di fruttificare, seppure quei pochi frutti erano davvero buoni!

L’unico pesco ha prodotto nuovamente, come consuetudine da ormai tre stagioni, una unica grossa pesca. Entrambi i fichi hanno fruttificato, ma il fico piu giovane non ha resistito alla siccità, e ad un certo punto ha gettato via sia foglie che frutti ancora acerbi, probabilmente una estrema strategia di sopravvivenza non avendo acqua a sufficienza per mantenere la tensione idrica interna delle parti verdi.

il giovane fico è andato in letargo estivo


Il nocciolo ha prodotto alcuni frutti, e penso che in futuro crescera e ci regalerà molto di più.

Una delle piante di pompelmo ha sviluppato diversi frutti, naturalmente ancora lungi dall’essere maturi,

e lo stesso dicasi per una pianta di melo cotogno.

Per entrambe bisognerà aspettare ancora qualche mese prima di raccogliere qualcosa.
Il limone è stato durante il mese privato di molti dei suoi frutti maturi, non solo per nutrire i diversi ospiti che si sono avvicendati a cittanova nel corso del mese, ma anche per fornire uno dei due ingredienti principali di una prelibatezza inglese preparata intorno a ferragosto dalla signorina Pannell, chiamata “Lemon Curd”.

il limone porta frutti ma risente della siccita, come mostrano le sue foglie accartocciate, stesso dicasi della salvia ai suoi piedi


L’altro ingrediente, anch’esso disponibile in abbondanza in loco, erano le uova, che i polli giornalmente deponevano nel solito posto. È capitato addirittura una volta che deponessero 15 uova nell’arco di un giorno (e sono solo 5, ma come faranno!)
Altre cose che si è potuto raccogliere in agosto sono state le patate, nascoste sotto le piante ormai avvizzite, i pomodori, che continuavano a subentrare ai fiori gialli un po dopo che aveva piovuto l’11 agosto, ed i fagioli dai variopinti baccelli.

Ad allietare la vista non si poteva contare su una varieta di fiori, ma estremamente allietanti sono state le fioriture del girasole, sparso un po dappertutto: le capocchie inizialmente ancora leggere aprivano timidamente i loro gialli sepali in parte ancora coprenti il viso discoidale, parendo un cane disneyano che si copre gli occhi per non vedere

mentre procedendo verso la fine del mese le stesse capocchie ormai gravide di semi si inchinavano sempre più fino a baciare la terra e distribuirvi il proprio prodotto.

E i fiori similmente gialli e rotondi, ma piu piccoli, del topinambour, simili a grosse margherite erte tre metri sopra il terreno, fiorivano anch’esse in agosto e continuavano in settembre.

Fra gli ortaggi, causa l’incuria e le scarse innaffiature, l’unico frutto della terra degno di nota era una anguria, sviluppatasi in seguito alle piogge di fine luglio, ed alcuni piccoli zucchini e peperoni.

Il piccolo speccjio d’acqua apprntato nella buca che è destinata a divenire uno stagno ha prodotto ancora in agosto una miriade di nuovi piccoli rospi. Sebbene non possa proprio dire se e quanti di questi esserini non siano stati già divorati dalle lucertole e e dalle galline prima di raggiungere delle dimensioni un minimo rispettabili, mi auguro di rivederne e ascoltarne qualcuno di essi la prossima primavera, nel periodo della riproduzione.

i giovani rospi hanno gia la stessa forma dell’adulto, sono solo cento volte più piccoli, e non fanno ancora paura a nessuno.


Ho sistemato un mucchio di pietre accanto alla buca, pensando di offrire loro un rifugio sicuro dai predatori e dalla calura diurna.

L’ultima attivita del mese, conclusasi fortunatamente proprio pochi minuti prima del diluvio violentissimo del primo settembre, è stata quella di tagliare la legna per l’inverno, ove un mucchio di legna era stata fuori al sole tutta l’estate, e doveva essere segata e sistemata al riparo dalla pioggia e umidità in attesa di essere consumata.

Dopodichè si poteva scatenare il diluvio, che contrassegnava la fine della siccità. Alleluja!

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