maggio 2012

Gia dalla seconda metà di aprile il clima era decisamente caldo e secco, con giorni sempre piu lunghi di sole implacabile. Avendo a maggio inoltrato ancora procrastinato una messa a punto duratura delle due cisterne alimentate dall’acqua piovana, temevo ormai di aver perso la chance di riempirlo, in modo da avere acqua a sufficienza fino alle prossime pioggie. Ma per fortuna a metà mese è piovuto abbondantemente per un paio di giorni, e i serbatoi pronti appena in tempo si sono riempiti con i circa 2000 litri a cui avrei attinto fino alla pioggia successiva, oltre 2 MESI DOPO (!!!!)

dal serbatoio riempito di acqua piovana si preleva in annaffiatoi l’acqua per le piante

. La stessa pioggia ha portato sfortunatamente con se il vento che ha decapitato una pianta di melo cotogno che portava un sacco di frutti. ora sta ricrescendo vigorosamente, ma per quest’anno niente frutti!

dopo il forte vento che ha spezzato l’esile fusto, si è cercato invano di steccarlo come fosse un braccio rotto, ma già al di sotto del punto di rottura crescevano i getti nuovi, ed avvizziva la chioma con tutti i frutti.


Un importante elemento nella proprietà è stata in quel periodo la escavazione in un angolo appartato di una piccola latrina, che permettesse di ritirarsi nel caso di bisogno da una parte, e al contempo di non disperdere il prezioso frutto della nostra stessa digestione, sentendoci così un po’ di più parte integrante di quell’ecosistema in cui noi esseri umani ci stavamo pian piano introducendo con una politica di “dare e ricevere”.

Al principio di maggio il signor Chris in visita da Londra ha dato un gran contributo a render definitivo e funzionale il chicken-tractor che già da alcune settimane ospitava tre galletti e tosava il tterreno nella zona sud della superficie, ma mancava di un’efficace tettoia, di ruote per il trasporto agevole, nonchè di un timone ligneo per manovrarlo efficacemente. Non so se ruscite a immaginarvelo, ma il trattore dei polli non si muove mica da solo come certi dispositivi moderni, o spostato dai polli stessi dal’interno: va invece spostato alla bisogna da una o piu persone, a seconda delle dimensioni, giorno dopo giorno laddove c’è bisogno di tagliare l’erba o smuovere il terreno in superficie. I gallinacei infatti per istinto scavano la terra, quando è umida, in cerca di animaletti, e se è secca mangiano gli steli d’erba verdi, in mancanza di altro cibo.

chicken-tractor


Intanto le galline e il galletto fortunello, che aveva la possibilità di fare le prime esperienze con l’altro sesso scegliendo fra 5 pollastre, continuavano a scorrazzare liberamente dappertutto durante le ore in cui almeno uno di noi era presente, e questo cominciava ad essere svantaggioso nel momento in cui si voleva piantare con liberta ortaggi nuovi e delicati. Una soluzione migliore sarebbe forse stata di continuare a lasciarli liberi di cibarsi d insetti ed erba, invece che di granoturco e soja acquistati fuori del sistema, e delimitare tutti gli ortaggi in uno o più inespugnabili quadrilateri di mattoni e rete, in modo non solo da tenere lontani i volatili ruspanti, ma anche per garantire agli ortaggi una migliore condizione microclimatica. Di li a poco infatti la siccità avrebbe reso la vita di molti ortaggi estremamente ardua , ove il terreno sperficiale non aveva riparo dalla evaporazione dell’acqua immagazzinata nella terra, mentre i torridi raggi del sole avrebbero stancato i vegetali in molti casi per quasi tutto l’arco diurno del sole!
Invece optai per una soluzione meno faticosa e meno fruttuosa, cioè rinchiudere i polli con il gallo in una zona limitata di terreno, e cioè lungo il confine est fra la loro casetta e il centro della proprietà. Comprai 40 metri di rete metallica e la fissai a dei pali di alluminio di recupero piantati lungo il perimetro desiderato.

la rete costeggia la casa dei polli e prosegue parallela al bordo est della proprietà

La porta degli umani della casetta dei polli rimane fuori del recinto, cosi da poter entrare a cibarle e prendere eventuali prodotti delle galline senza dover entrare nella loro area. Ogni tanto si svuotano oltre la rete gli avanzi di cucina, e ogni tanto si riempie la mangiatoia circolare che ho comprato per farli mangiare il mangime in modo piu pulito e democratico.
è stata individuata una ulteriore superficie per piantarvi ortaggi, zappata e tracciata da solchi. Qui ho trapiantato le piantine di bietola, e piu tardi alcune piantine di sedano, di peperone e di melanzana.

piantine di peperone poco dopo il trapianto

in mezzo ad esse interrai anche dei semi di fagiolo azuki.
In mezzo alle fave presso il confine ovest piantati delle piantine di melanzana (a quanto pare proficua consociazione).
Una discreta quantità di pezzi di rizoma di topinambour piantai in una riga vicino ai piedi di asparago, mentre alcuni altri della stessa specie vicino alla aiuola del Fejoha spuntavano fuori un bel giorno inaspettatamente là dove li avevo piantati la bellezza di due anni prima!

giovani fusti di topinambour sul bordo della proprietà


A proposito di Topinambour, ho anche piantato in diverse riprese intorno a fine mese un po’ ovunque semi pre-germogliati di Girasole, semi che costituivano una piccola parte del raccolto di due anni prima, ma ancora assolutamente vitali. Causa la siccità, è stato problematico fare affermare le piantine con annaffiature mirate, oltretutto nno potevano contare su alcuna vangatura e concimazione precedente la semina.

una delle tante piantine di girasole innaffiate goccia a goccia, ove altrimenti non sarebbero proprio neanche spuntate.

Solo una piccola parte di queste piantine ce la fa a crescere durante i due mesi di completa siccità.
Ho piantato una discreta quantità di pomodori, una ventina di piante, che ho distribuito sulle diverse aiuole: una parte fra le piante di aglio, a riguardo di una ottima consociazione con esse; un’altra parte fra gli spinaci, e un’ultimo gruppo sparsa fra piante di cipolla e di fagiolo rampicante.

in mezzo alle aiuole di aglio ho piantato anche piantine di pomodoro, che vengono da questo protette dalle malattie


Il fagiolo rampicante è il piu facile da piantare, basta ficcarlo bene sottoterra, e quando viene un paio di giorni di pioggia lo vedrai spuntare. L’ho infilato un po’ ovunque, ma in particolare con chi viene promessa una buona chimica: con cetrioli, patate, cipolla. Un buon numero di essi li ho anche infilati fra le piante di siepe appena trapiantate nel settore est del confine strada. infatti il fagiolo è una leguminosa e si presume che arricchisca il terreno di azoto , che a sua volta può venire ben assorbito dalle nuove piantine.
In maggio è avvenuto l’acquisto di una serie di piante sempreverdi che dovrebbero con il tempo costituire un muro vegetale fra la strada e il terreno. Esse sono in prevalenza corbezzolo e viburno, con piu piccole quantità di bosso, e pyrachantus.
Da un canneto ho tirato via dal terreno un rizoma, che ho trapiantato in un punto del bordo est della proprietà dove mi è parso che potesse raccogliersi più acqua che altrove. Qui spero di avere con il tempo un nuovo canneto, da impiegare per sostenere le piante di pomodoro. Queste ultime crescevano lentamente durante il mese, emettendo anche gia i primissimi fiori gialli.
Attorno all’aiuola che avevo circondato di rami secchi intrecciati per ripararla dalle incursione delle galline, qui ho stabilito di trapiantare una parte delle talee di vite, scavando una profonda buca, e mischiando alla terra di riempimento sabbia e letame maturo.

talea di vite proveniente da un orto genovese


altre talee le ho distribuite con lo stesso procedimento tutt’attorno al “bender”. E per ogni ramo portante del bender ho piantato 2-3 fagioli, in modo da ottenere -spero- una pergola globosa di fagioli rampicanti.

attorno al “bender” sono disposte le talee di vite e alcune piante di fagiolo rampicante. La posizione non è idricamente paradisiaca.


In quel periodo ho notato che la pianta di fragola di bosco che avevo preso l’anno scorso dal bosco e che stava costretta in un piccolo vaso, cominciava a produrre piccole e deliziose fragoline e ad allungare i suoi stoloni alla ricerca di nuovo terreno dove creare nuove succursali di se stessa. Qualche settimana dopo questa osservazione ho pensato di regalarle una terra da colonizzare, ed ho scelto un angolo relativamente riparato da sole e vento, attorno alle piante di lampone, aiuola già ricoperta da una discreta quantità di pacciame umido.

la piantina madre di fragola di bosco, da cui si dovrebbero diffondere tentacoli colonizzatori in tutte le direzioni (ma solo se c’è un’umidità costante).


A maggio la vista era allietata fra gli altri dalla fioritura bianco-rosata della feijoha e della malva spontanea, quella rossa del melograno e del papavero, quest’ultimo particolarmente abbondante, e quella bianca e commestibile del sambuco e della Robinia.

i magnifici fiori della feijoha


i fiori del melograno


.. e che si mangia in questo periodo? tutti quanti mangiano il salame e le fave, che di norma sono state piantate già in inverno, quindi gia oltre la maturazione, le mie invece possono aspettare ancora,

le fave in uno stadio difficile, fra afidi neri e siccità

e dopo la pioggia di metà maggio le piante di fava sembrano aver ripreso vigore. la razza comincia a diventare assai coriacea per il palato medio, e lentamente le piante verdi cominciano generalmente a lasciare il posto un pò ovunque a graminacee dai lunghi steli ,e in mezzo a queste a tappeti di trifoglio. A chiazze compare anche, dove meno ce lo si aspetta, come in mezzo agli ortaggi, la felce. Tutte piante rigogliose, ma non edibili… solo verso fine mese potevamo gustare qualche testa di insalata, e finchè fu possibile le foglie di spinacio.

le teste d’insalata un mese dopo il trapianto ad opera del signor Pannell. fra di esse crescono piante di cipolla.

nient’altro, nessun frutto era maturo, e solo le more di gelso, quelle si, potevano essere raccolte a piene mani a partire dal 26 maggio, e abbondanti fino alla fine di giugno.
Quell’alberello che piantai tre anni or sono, è ora un gigante e produce più frutto di quanto mi sarei mai potuto immaginare!

l’albero di gelso nero, è in tre anni cresciuto tanto che non ci sta tutto dentro una foto! per raccogliere i frutti numerosi si è messa una rete da olive sotto la chioma.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...