luglio2012

Ed eccoci arrivati a luglio, il mese dove fa caldo caldo, ma i giorni cominciano ad accorciarsi. Per alcune piante pare che per il meno sole diurno sia passato il tempo della formazione dei frutti, le piante si accorgono cioè chei giorni si accorciano e smettono di investire nella formazione di nuovi frutti, ma preferiscono puntare sullo sviluppo di quelli eventualmente già a metà maturazione.

il susino sta maturando lentamente i suoi frutti


Già all’inizio del mese le miriadi di trifogli i cui fiori bianchi per un certo periodo come ignari del caldo secco continuavano a fiorire globosi attirando le api, dappertutto sul terreno seccavano e formavano ammassi bruni filamentosi con i loro lunghi steli morti, a cui si avvinghiavano quelli di tutte le altre leguminose striscianti che il mese scorso avevano tanto arricchito il quadro cromatico della zona.
Anche le diverse graminacee spontanee erano morte, e di esse alcuni steli si ergevano per due metri pallidi e diritti.

Le poche creature ancora verdi nella zona selvaggia del terreno erano le felci, concentrate soprattutto presso il confine ovest, ciò dovuto evidentemente ad una maggiore ombra offerta sia dai rovi arrampicatisi ovunue lungo il reticolato di confine, sia dagli steccati eretti al di là del confine; e le carote selvatiche, con fusti alti due metri, con le corolle prossime a richiudersi i se stesse e fare semi.

Tutti i giorni del mese fino alla tanto attesa pioggia del lunedi 23 è stata mia abitudine innaffiare le piante prima del sorgere del sole, con particolare attenzione per le piu bisognose di umidità del suolo, come le fragole, le bietole, le zucche, le angurie, i cetrioli.

ecco l’aspetto delle piantine di anguria ancora a metà luglio, dopo averle annaffiate tutti i giorni per un mese. Poca acqua, crescita zero!


E poi non mancavo di rifornire di una pioggerella artificiale la depressione destinata a rimanere umida dove piano piano innumerevoli piccoli e piccolissimi anfibi terminavano la loro metamorfosi e vivevano fino all’arrivo delle piogge nei pochi centimetri quadrati del fondo della buca ai bordi della vasca per i girini, cibandosi di moscerini e altri piccoli insetti.

la piccola bacinella di plstica in fondo alla buca dove crescono i girini e rimangono protetti dalla siccità i giovani batraci


Nonostante le innaffiature le 14-16 ore di sole giornaliere erano too much per molte ´piante, e un timido tentativo di proteggere il terreno nudo intorno alle piante delle aiuole dall’evaporazione eccessiva è stato di distribuire erba falciata e secca sul terreno, ma non mi sembra di aver risolto un granchè. Il mio senso di colpa è di non aver veramente “ingrassato” molto il suolo prima di porvi delle piante di verdura, non ho cioÈ di norma aggiunto alcun concime, eccetto un po’ di letame maturo, mentre sarebbe buona norma offrire agli ortaggi uno spesso strato superficiale costituito non da terra semplice, ma da humus, simile a quello che si trova nel sottobosco, una roba di cui la terra mineralmente intesa è solo un componente, mentre gli altri sono batteri aerobi, funghi, e altri esserini impercettibili che fanno bene alle piante superiori piu o meno come a noi fanno bene lieviti e lactobatteri; essi sono gli enzimi della loro “digestione”.

Uno sfaticante ma utile lavoro di questo mese È stato di smistare del materiale di demolizione edilizia, in modo da distribuire il materiale di grossezza medio-fine sulla superficie di terreno dove l’automobile è solita transitare, e mettere da parte quello piu grosso per tirare su poi con calma dei muretti a secco, che in futuro renderebbero meno tragica la siccità estiva, trattenendo umidità e offrendo riparo agli animaletti umidofili.

un mucchio di materiale edilizio che deve essere setacciato e la cui parte minuta va sparsa sul terreno carrabile


Nello stesso periodo è venuto il tempo di ricavare un bel po’ di materiale compostabile da tutta quella massa vegetale morta, morente e in parte minima ancora viva che ricopriva come una piccola jungla post-napalm più della metà del terreno, cioè la parte meno antropizzata. Così ho fatto venire il trattorista, che già da due anni si occupa di questo fazzoletto di terra. È venuto una prima volta di mattina presto e ha provato a trinciare quella enorme massa vegetale con il suo possente veicolo da 100cavalli, ma dopo pochi minuti ha desistito, e mi ha mostrato come fosse surriscaldata e quasi fusa la cinghia di trasmissione connessa con il rullo macinaerba.

È dovuto tornare un altro giorno, all’ora prima del tramonto, e pur sempre con fatica e una marea di terra polverosa innalzata nell’aria, È riuscito eroicamente a fare di quella foresta selvaggia una amabile distesa pianeggiante costituita da uno spesso strato di lucidi frammenti di pianta secca.

In massima parte questo materiale è stato da me al piu presto raccolto in mucchi dopo la pioggia del 24 luglio, mentre le galline e i galli, da alcuni giorni raccolti insieme entro lo stesso recinto (il chicken-tractor era in riparazione), erano liberi di cercare animaletti nell’umido conservato sotto lo strato di paglia lasciato per terra dal trattore.
Le insalate facevano il fiore, cioè da globose che erano diventavano un fusto sulla cui sommità verso la fine del mese si formavano i semi, e diventavano immangiabili

due piante di insalata che stanno fiorendo, accanto a delle piante di pomodoro, cipolla e basilico

Il coriandolo dopo aver fatto tanti fiorellini bianchi ora produceva i semi globulari tanto apprezzati nella cucina orientale.
Il memorabile giorno del 12 luglio la provvidenza placava la fame di mezzogiorno a me e al mio aiutante Jalal regalandoci inaspettatamente 3 uova enormi, le prime deposte dalle galline ormai di 6 mesi di età. La cosa buffa è che il pollo dalla povera cloaca slabbrata non ha scelto per questo gradito regalo il giaciglio di paglia che avevo da un po di tempo piazzato in un angolo della casetta dei polli, bensì l’interno di un barile di latta privo di fondo e di coperchio, poggiato all’interno del recinto senza uno scopo particolare, se non quello di farvi crescere all’interno una pianticella di patata al riparo dal ruspare dei polli. Niente da fare, il pollo si è introdotto dal bordo superiore, e evidentemente giudicandolo il posto più tranquillo della zona, si è lasciato andare, con i caratteristici gridolini “coccode-coccode”. E la sorpresa non finiva lì, perchè quando alcuni minuti dopo la scoperta mi apprestavo a preparare una frittata con le tre uova, ecco che apro il primo ,e…due tuorli. E apro il secondo, e… due tuorli! Allora apro il terzo, sempre piu incredulo, e… due tuorli!!

6 tuorli on 3 uova! cominciamo bene!

Successivamente qualcuno mi ha spiegato che all’inizio le galline non sanno bene quanto grandi vanno fatte le uova, e capita cosi che ne fanno di molto piccole, o di molto grosse; poi col tempo si regolano su una misura standard, ove trova posto un solo tuorlo, ovvero un solo pulcino.
Dopo quel giorno vennero depositate altre uova, non piu nel barile, ma in una specie di cassetta di legno da me costruita, dove il pollo ci si poteva infilare dentro e sentirsi abbastanza appartato da deporre in pace. Non ho finora notato alcun istinto di cova: depongono le uova e vanno subito via.
Qualche giorno dopo le uova era la volta dei primi pomodori, che conditi ed accompagnati dalle uova in padella hanno costituito per alcune settimane la base di diverse cene da leccarsi i baffi.

Fino al 12 luglio l’albicocco ha elargito i suoi dolci frutti,

l’albero di albicocco con i suoi radi dolci frutti

Il 18 luglio si raccoglievano gli ultimi lamponi, ma quasi contemporaneamente iniziava la stagione di raccolta delle more di rovo… e qui ce n’è senz’altro in abbondanza, di rovo! A seconda delle zone microclimatiche e delle varietà (quasi tutte spontaneamente cresciute lungo i bordi della proprietà), il tempo di maturazione è differente: le prime sono quelle poste sul confine ovest andando verso nord, mentre in altre zone sul confine est i rami spinosi devono ancora fare i fiori.

le more di rovo cominciavano a fine luglio, e andavano avanti gradualmente anche fino in settembre


verso fine mese anche l’unico susino portante frutti, appena impiantato, già ci regalava gustosissime drupe rosso-violacee.

in seguito alla pioggia del 23 luglio le susine iniziavano a maturare


In questo periodo morivano anche le prime piante di patata, e quando il fusto era completamente secco si poteva scavare a mani nude ben bene sotto la pianta, e tirar fuori tuberi delle dimensioni fra la fava e l’uovo di oca.
Alcune delle piante di fagiolo attorno al “bender” si erano sviluppate, avvinghiandosi e arrampicandosi su lungo i rami portanti della struttura, ed ora portavano alcuni baccelli che maturando assumevano un acceso colore rosso.
Stesso sviluppo attraversavano anche le piante di fagiolo che si arrampicavano sulla rete del confine-strada e quelli che crescevano fianco a fianco con le piante di pomodoro.

pomodori e fagioli felicemente assieme

Attorno alle piante di pomodoro poi le piante di aglio poco a poco disseccavano, e io le potevo via via raccogliere.
Ma alcune di esse continuavano a crescere, fino a produrre sulla sommita del loro stelo una piccola cipolla bianca con una guglia verde, che con il tempo si apriva liberando tanti spicchietti scarlatti.

le chiome appuntite dell’aglio in riproduzione aerea

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