aprile 2012

un potenziale contadino di nuova generazione compie l’operazione piu comune nell’agricoltura del sud (ovvero del centro, dal mio punto di vista). sullo sfondo la lussuosa dimora per le galline da poco inaugurata, opera eccelsa del signor Nemoto dalle isole Hawaii.

Solo sul finire del periodo del riscaldamento forzato- che si poteva considerare fine marzo , salvo una ricaduta di qualche giorno freddo in aprile, abbiamo fatto una miglioria utile all’interno della casetta: metter in funzione la stufa in luogo del “bracèri”. Infatti la stufa scalda molto meglio e su di essa si può piu agevolmente anche cuocere il the o il caffè.
Inoltre nello stesso periodo un munifico donatore ci ha affidato un lavello di ceramica usato, che ho arrangiato in un rudimentale sistema di acqua corrente e scarico di acque grigie dentro la casetta.
Solo più tardi, a maggio, quando accendere un fuoco di legna per fare un caffe sembrò climaticamente sconveniente, organizzai un fornelletto a gas alimentato da una bombola. Continuai a evitare l’uso di corrente elettrica e allacciamento alla rete idrica e fognaria, che sarebbero stati lavori onerosi e non strettamente necessari.

Aprile è stato il mese cruciale per dare una potenziale direzione alle colture stagionali: ho pensato di provare a piantare qualche ortaggio, alcuni partendo dal seme, altri erano disponibili a prezzi accessibili come gruppi di piantine già pronte al trapianto.
Ho individuato due piccole aree quadrangolari contigue fra loro, dove ho ritenuto conveniente preparare delle aiuole per le verdure.
In esse, dopo aver zappato e smosso la terra, aver aggiunto altra terra scavata nel frattempo da attorno alla casa, e aver inoltre circondato alla bell’e meglio l’area con paletti e rametti a mo’ di mini-staccionata, onde impedire che i polli in (ancora) completa libertà di movimento rovinassero le piantine, mi sono immerso in letture incrociate sulla tematica delle consociazioni di ortaggi.
Non mai file distanziate e ben definite di ortaggi tutti dello stesso tipo, ma diversi ortaggi piantati radice a radice, questo è un topos bucolico nei testi di permacultura, ma anche in un certo testo in italiano tradotto dal tedesco che mi è capitato per le mani si anela allo stesso ideale estetico-pratico.
Occorrerà dire che qui da queste parti in agricoltura sembra vigere un senso dell’ordine oltremodo forte, per cui una aiuola dove le piante non stanno bene in riga come soldatini sull’attenti suona un po’ sospetta. Sul lato pratico sono semplicemente piu difficili da mondare dalle infestanti, e in un clima dove nel giro di pochi giorni un’erbaccia diventa un fusto di 1 metro e mezzo, questa operazione ha una certa importanza.
Al di là dell’estetica scapigliata e anarchica la consociazione di verdure si fonda su certe esperienze contadine anche molto antiche, ove si è osservato che per esempio in genere le carote e le cipolle crescono bene vicine, e si influenzano favorevolmente l’un l’altra con le sostanze chimiche secrete dalle loro radici; oppure che se in mezzo alle piante di pomodoro c’è l’aglio o la cipolla, è piu facile che i pomodori non siano attaccati da malattie e parassiti. È d’altronde lo stesso effetto antisettico che l’aglio ha sull’uomo.
Il signor Pannell in visita alcuni giorni dalla umida Inghilterra ha generosamente offerto la sua esperienza per seminare in maniera razionale nell’aiuola vergine semi di spinacio, semi di coriandolo e piantine di lattuga, posizionalti in modo che fra di essi si potesse successivamente piantare qualcos’altro che secondo i testi si accompagnasse proficuamente con questi vegetali.

file di coriandolo seminato in aprile dal signor Pannell, pianta questa alquanto insolita in questa regione, ma molto adatta al clima locale.


Separatamente avevo procurato un sacchetto di bulbetti di cipolla bruna, che in parte gia cominciavano a germogliare, e piantine di pomodoro con la zolla da trapiantare, piantine di melanzana, peperone, basilico ed altro ancora.
Un’altra area, piu esposta a sole e vento da sud-ovest l’ho pensata come letto per le fave, le quali ho seminato separatamente già da marzo in alcune cassette di plastica riempite di terra.
Nel corso del mese si doveva mostrare che evidentemente la data della semina era troppo ritardata, infatti appena le piante erano grandi abbastanza, verso fine aprile, si riempirono di afidi neri, secernenti la loro melassa e coprenti interamente le piante. Ciononostante un discreto quantitativo di squisite fave riusciva a subentrare via via ai fiori bianconeri, e lentamente crescere fino alla data del raccolto, l’11 giugno.
In un tratto di confine a est aperto al sole e al vento, ma protetto superiormente dalla chioma di un grosso olivo, ho scavato un fossato dove la signorina Pannell aveva in precedenza diligentemente fatto piazza pulita sopra e sottoterra dei rovi finora ivi insediatisi, e vi ho insediato le cosiddette “zampe d’asparago”, ovvero gli stoloni sotterranei da cui spero la prossima primavera verrebbero fuori tanti deliziosi germogli di asparago verde. Fra le zampe, distanti fra loro circa 40cm, ho successivamente trapiantato piantine di cetriolo, una consociazione che mi è stata consigliata.

asparagi e cetrioli: funzionerà davvero la consociazione?


In diverse cassette ripiene di terra ho distribuito pezzi di patata a germogliare, una parte di queste sono una varietà esotica, proveniente dalla Francia, la cui buccia e il cui interno sono di acceso colore viola. Alcune di esse venivano già presto distribuite in alcuni mucchi di terra di escavazione costituendo piccole aiuole di 1 metro o poco più. Sempre in semenzaio ho piantato diverse piante di Bietola.
Ho trovato in vivaio due alberelli rustici poco noti, ma che ritengo possano trovarsi bene qui, che sono il carrubo e il giuggiolo, che ho trapiantato in due punti ttranquilli, aspettando di vedere come si trovano in quella posizione. entrambe generano frutti dolciastri che si trovano raramente sul mercato, ma che un tempo in certe zone del sud erano molto usate.
Il clima nei giorni senza sole e di notte continuava ad essere fresco o addirittura freddo, e sovente ventoso, ciò ha impedito una crescita precoce degli ortaggi che io mi sarei fino ad allora immaginato. Cominciavo a intuire che per quanto tropicale possa essere un clima, almeno per certe verdure un luogo pianeggiante e aperto, esposto al sole e al vento pressochè tutto il giorno, non è una buona idea!

Ma ad aprile, come anche nel periodo successivo, la parte fisicamente più impegnativa del lavoro era di scavare attorno alla casa, portare via la terra, che in estate ancora costituisce mucchi sparsi qua e là attorno, e riempire il fossato con pietre e pietrisco, scarti di demolizione.

Questa operazione è mossa da più motivazioni, una delle quali è di scoraggiare la presenza attorno alla casa di topi e talpe, che finora continuamente scavavano gallerie e rendevano con i loro mucchi di terra la deambulazione umana alquanto disagevole.
Per allontanarli ho adottato un aggeggio elettrico ad energia solare, che ogni tanto emette un rumore come di clacson che dovrebbe spaventarli, ma non mi sembra che funzioni tanto. Il rumore pero è simpatico. Invece quello che ha sicuramente funzionato è stata la tagliola per le talpe. Al secondo tentativo ne ho presa una grossa, che trafficava proprio sotto casa.

un a talpa rimasta nella tagliola per talpe posizionata intorno alla casa.


Sul fronte della avicoltura, le galline e i galli si potevano ormai quasi chiamare tali, giacchè lentamente subentrava in loro il turbamento adolescenziale, la competizione, l’attrazione sessuale, e alcuni bargigli diventavano lunghi e rossi.

In questo periodo tutti i polli e galletti sono ancora liberi di razzolare sotto il tavolo i resti dei nostri pasti. Questo è il tavolo costruito da me con l’insostituibile aiuto del signor Nemoto dalle isole Hawaii.

Pensando di inibire risse furiose fra i galletti, ho rinchiuso i tre più facinorosi in una gabbia semovente appositamente costruita, chiamata in inglese “Chicken-tractor”, che serve a pulire e concimare il terreno sottostante. Finchè il clima non diventò troppo arido, questo sistema mi permise di nutrire i galletti e allo stesso tempo di tenere bassa l’erba esuberante della parte sud del terreno, soprattutto lungo i confini, dove esuberanti i getti di rovo prodotti da stoloni sotterranei anelavano a conquistare nuovo spazio in superficie a scapito dell’erba.

chicken-tractor


Parimenti ai bargigli nel mondo vegetale si allungavano i fusti di determinate piante spontanee: la Razza, o cavolo selvatico che dir si voglia, metteva fiori gialli e poi semi fatti a baccello appuntito, la borragine donava alla vista e ad alcuni palati i suoi bei fiori blu racchiusi nei sepali pubescenti. Fra le erbe primaverili, menzione merita la borsa di pastore, una piantina che se bevuta in infuso serve a ristabilire la pressione sanguigna, e le cui foglie sono come tanti piccoli cuoricini.
Cosa si mangia in Aprile? si continuava a raccogliere le stesse erbe del mese precedente, più la cicoria spontanea, e verso la fine del mese le prime foglie di spinacio.
Dal frutta e verdura comparivano nel corso del mese prima di tutti i frutti le nespole, più tardi le fragole e le albicocche. Ma le albicocche del mio albero sarebbero maturate molto dopo, addirittura a fine giugno!

mentre sul mercato locale già era pieno tempo di albicocche, da me erano ancora lungi dall’essere mature.

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