flashback autunno 2011

In autunno 2011 sono venuto a Cittanova per rimanere un periodo più lungo.
Mi accompagnava questa volta un’aiutante d’eccezione, la signorina Pannell, che mi ha di buona lena coadiuvato nel primo compito che ho stabilito: ripulire radicalmente (letteralmente “radicalmente”) i piedi degli olivi più vicini all’entrata dai rovi e dall’edera che ne colonizzavano il tronco e, in diversi casi, anche la chioma.
L’ambiente che abbiamo trovato: la vegetazione aggressiva era gia in parte ricresciuta, anche se non piu cosi massiccia e impenetrabile come l’avevo trovata in luglio, per cui anche stavolta ho chiesto l’intervento del trattore.
Quasi tutte le piante lasciate vive a luglio hanno superato indenni il torrido agosto, grazie anche allo strato di pacciame depositato ai piedi delle piante ed ancora ben umido a proteggere la microfauna e la flora batterica dell’immediato sottosuolo attorno alle piante. (infatti sollevando quello strato era possibile vedere quanti lombrichi vivevano e lavoravano nell’umido per trasformare in concime quei pezzetti di materia vegetale morta).
Presto era possibile raccogliere il primo frutto del melo cotogno, e farne una gustosa confettura.
Altrimenti quello che già a fine ottobre si poteva ben raccogliere erano le olive, piccole, nere e oleose, non per farne olio (ne sarebbero servite moltissime) ma per metterle in salamoia ad ammorbidirsi e perdere l’amarognolo. Purtroppo molte olive erano occupate dal famigerato bebè della mosca dell’olivo, cosa che nella macina dell’olio non avrebbe dato affatto nell’occhio, mentre invece nella salamoia era pieno il fondo del barattolo di tristi cadaverini bianchi annegati nell’acqua salata.
Non c’era molto altro da raccogliere sul terreno, ma d’altra parte sulle strade interponderali della zona si si potevano liberamente raccogliere anche ingenti quantità di noci cadute a terra, fichi e uva dai rami prospicienti la strada, cosiddette zucchine spinose appese fuori dei reticolati di confine sulla appena dismessa ferrovia calabro lucana.
Una volta pulito sufficientemente un piede di olivo, si è adagiata una rete da raccolta sul terreno sotto la chioma,e si è abbandonata lì un paio di settimane.

sotto questo ulivo mondato dei rovi è stato steso per prova un pezzo di rete, onde raccogliere le olive che cadono via via.


Quando a fine novembre sono tornato a cittanova dal norditalia, ho raccolto le olive dalla rete, ma la maggior parte erano bacate dal moscerino dell’olivo. erano mangiabili, ma il moscerino da l’amarognolo, e se ci si  fa l’olio, dicono, il grado di acidità è piu alto del normale.
In previsione di tornare qui con il nuovo anno per soggiornare a Cittanova per un periodo più lungo, ho provato a fare una aiuola rialzata con terra e resti organici e avanzi di cucina, e in questa roba ci ho ficcato dentro qualche pezzo di patata con il germoglio. Da un’altra parte, poco oltre l’ingresso, ho fatto un’altra aiuola rialzata all’ombra di un olivo, e qui ho seminato tanti spicchi di aglio a distanza di 15-20cm fra di loro.
All’inizio di dicembre ho lasciato Cittanova per trascorrere tutto l’Avvento e il periodo di natale in Germania.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...