flashback agosto 2009

le pioggie di luglio ha prodotto un inizio agosto verdeggiante di carote selvatiche, con le loro grandi corolle bianche

alcune piante di zucca sono cresciute da sole da maggio in poi, e portano anche molti fiori (buoni da friggere)

Sono stato a cittanova l’intero mese di agosto, ed ho potuto constatare come sia arido il clima estivo. ha piovuto solo per un paio di minuti all’uinizio del mese, poi neanche una goccia tutto il mese.
quando sono arrivato nel terreno ho avuto la bella sorpresa di vedere che i girasoli erano nati, cresciuti, fioriti e morti completamente senza alcuna cura colturale. È bastato zappare, seminare e bagnare  i primi giorni. Ho raccolto le corolle più prospere per riutilizzare i semi ricavati in un’altra occasione.
le piante di zucca erano nate e cresciute, ma senza fiori ne frutti. ho preso ad innaffiarle spesso durante il mese, e almeno hanno fatto copiosamente fiori, ma  giammai frutti.
Intanto i mucchi di ramaglie accumulati al centro del terreno erano stati coperti da erbe rampicanti annuali, gia morte durante il secco del luglio, e iniziavano a comparire i primi getti di rovo, che se non disturbati avrebbero completamente ricoperto i mucchi di legno, allo stesso modo in cui nascevano e crescevano prosperi ovunque dove ci fosse un corpo inerte piu o meno alto posato sul terreno : non solo quei mucchi, ma anche mucchietti di pietre, travi accatastate in un angolo, i tronchi stessi degli olivi, e i pali e le reti che marcavano il confine fra le proprietà.
Ho avuto inoltre in questa occasione una prova di quanto la flora spontanea fosse rigogliosa e lesta a togliere qualunque chance di esistenza alle piante piantate da me. Delle piante aromatiche che avevo piantato presso l’albicocco appena tre mesi prima, ora sembrava non esserci piu traccia, tutto come seppellito da una folta coltre costituita da piante di quelle che si spargono sul terreno coprendolo, praticamente delle piante adattatesi a coprire il terreno dal sole e dalle intemperie nei periodi dell’anno in cui altrimenti il terreno sarebbe bruciato dal sole (le piante di tipo erboso erano ovunque morte e stramorte) . Anche la salvia era morta superiormente, per poi ricrescere daccapo dalle radici al riprendere delle pioggie. un comportamento simile al riposo invernale della stessa pianta, che muore con le prime gelate e risorge in primavera dalle proprie radici.
L’unica pianta che ho riconosciuto sopravvissuta alla vitalità delle spontanee era l’erba melissa, che però stranamente nelle poche foglie sopravvissute non mostrava nessuna traccia del caratteristico aroma. ioltre tutt’attorno c’erano altre piantine con foglioline simili, che pero ad esame piu attento risultavano essere ortica.
Ho comprato due nuovi alberelli, uno di nocciolo, che come scoprii in quell’occasione, in polacco viene chiamato “noce italiano”, e uno di kumquat, anche noto come “mandarino cinese”. Quello cinese l’ho poi portato altrove, mentre il nocciolo l’ho piazzato al più presto sullo stesso tratto di confine sulla strada dove pochi mesi prima avevo già piazzato un susino.
Per il resto, ho praticamente passato il mese a fare inimicizia con i prolifici ed invadenti cespugli di rovo tutt’attorno agli olivi, per terra e sui confini, e ad innaffiare gli alberelli piantati da poco, per paura che stando troppi giorni con un sole fortissimo oltre 12 ore al giorno ne risentissero troppo o addirittura perissero.
Con cosa ho innaffiato? andavo quasi ogni giorno li con la macchina e mi portavo dietro 3-4 taniche riempite alla fontana.
Altrimenti il terreno non presentava alcuna fonte d’acqua, e considerato che finora era stato coltivato solo con olivi, una fonte di acqua solo per gli olivi che sono piante adatte all’aridità sarebbe stata sprecata.
Dopo tutta la sfacchinata di portare le taniche d’acqua ho pensato: bisogna immagazzinare l’acqua piovana: cosi i risparmia l’onere del trasporto, ed anche l’onere di allacciarsi alla rete idrica civica!

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