febbraio 2012

i quattro galletti razzolano fuori della casa dove sono ospitati per i primi due mesi.

Febbraio è un mese maledettamente freddo e piovoso in calabria.
Ciononostante me e la signorina Pannell, nuovamente partecipe dei lavori di disboscamento dell’oliveto, eravamo pressochè giornalmente in campagna a fare quello che il tempo permetteva. Se era troppo piovoso si restava nella casetta a scrostare un poco di intonaco, poiche in primavera sarebbe stato reintonacato e il solaio corredato di nuove travi (le travi tuttora esistenti erano tarlate fino al midollo).
O si beveva un the cucinato sul tradizionale oggetto di riscaldamento della zona, chiamato in dialetto “u bracèri” e alimentato a carbone di legna.
A casa invece si facevano tentativi di salame fatto in casa, o si lavoravano le arance raccolte in un frutteto non lontano per farne marmellata. A proposito, gli alberi che credevo fossero di arancio nel terreno si sono solo ora a febbraio fruttificando, mostrati per quello che erano veramente: pompelmi!
Nell’ambiente un po piu riparato dai venti freddi che era offerto dal terrazzo della casa di cittanova potevo ospitare le giovani piantine che avevo raccolto in autunno in Germania e poi qui nei dintorni del paese, e che prevedevo di trapiantare con la primavera da qualche parte sul bordo del terreno: si trattava di alcuni Cornioli (Cornus Mas) raccolti nell’Englische Garten a Monaco di Baviera, arbusti che producono eduli bacche rosse delle dimensioni e del gusto di olive (se conservate in salamoia); un piccolo sambuco, molto apprezzato per i suoi duli corimbi bianchi e per le sue piccole bacche nere; un biancospino selvatico, con le tipiche foglioline eduli seghettate e trilobate.
A febbraio cominciavano a spuntare i germogli di asparago selvatico, la prima cosa comestibile da raccogliere, a parte l’onnipresente “chickenweed”, erba dei polli, come la chiamano gli inglesi, un’ottima pianta spontanea da insalata, e il trifoglio, con il tipico aroma citronino. Per tutto il resto era ancora troppo freddo. persino le piante di patata, che avevo piantato in autunno su un’aiuola rialzata, erano sì spuntate e cresciute un po’, ma alla prima gelata forte sono morte completamente nella parte aerea -per po ricrescere daccapo dal tubero una volta riscaldato il tempo.
Vedendo che intanto c’era in zona del comercio di pulcini, ho pensato di investire 10 euro e prendere 5 baby-galli. Il loro primo riparo è stato un recinto improvvisato con delle vecchie assi di legno dentro la casetta, e là sono restati promiscuamente assieme ancora fino alla terza settimana di marzo, quando era arrangiata una casetta di legno fuori, battezzata “kenta-haus” in onore del suo costruttore. I galletti sono rimasti più a lungo, finchè in aprile un cosiddetto “Chicken-traktor” per loro era piu o meno pronto e costruito.
Il cibo dei primi tempi per i piccoli galli è consistito nel cibo precotto destinato al mio povero nonno ma non consumato, poichè in quel periodo egli era ormai prossimo a lasciare questo mondo e il suo apparato digerente aveva smesso di funzionare normalmente. Il loro piccolo corpo invece funzionava per contro sempre meglio, a parte uno di loro che per un problema di respirazione è morto solo una settimana dopo. Una volta venute meno le ottime pietanze, ho continuato a viziarli con cose come fiocchi d’avena bagnati nel latte, o polenta e latte, o pezzi di salame fatto in casa, o anche crosticine di formaggio. Ma già uscivano fuori nei momenti di non-pioggia e cercavano autonomamente qualcosa di buono come vermi o insetti. Alcune settimane dopo arrivarono  5 pulcine femmina in un altro scomparto della casetta, che pian piano assumeva un odore da stalla e si riempiva di deiezioni di cui non sapevo esattamente cosa fare.
In quanto a mangime, nel negozio agricolo ce n’erano due tipi: uno era semplicemente granoturco spezzato in pezzi piu piccoli, l’altro era un misto di granturco e soja, entrambi geneticamente modificati, e altre piccole quantita di altre sostanze, tipo vitamine,  minerali, calcare, potassio, ecc. . Il fatto che ci fossero elementi di piante geneticamente modificate mi ha reso titubante, anche se che io sappia non ci sono prove certe che queste sostanze siano dannose per l’uomo; In piccole dosi l’ho distribuito ai giovani polli, ma ho preferito che si cibino di cose che trovano sul luogo, animaletti, semi ed erbe. (Anche perche al pacco sta roba nutriente costa piu di 6 euro!). Comunque alla fine le uova che si comprano anche da privati vengono da galline nutrite per la maggior parte con questo mangime, quindi…amen
Ho comprato nel frattempo qualche nuovo alberello da frutto, pur senza avere un piano preciso di dove piazzarli. avrebbero infatti vagato senza sosta da un punto all’altro della parte “antropizzata” della proprietà, vale a dire quella attorno alla casetta e piu vicina alla strada, ancora fino all’inizio di giugno.
Gli alberi in questione erano:
– 1 albicocca cafona
-1 albicocca bulida
-1 mela annurca
-1 mela limoncello
-1 feijoha
-2 susini santarosa
– 1 ciliegio sunburst
-1 fico dottato
-2 aranci
-1 gelso bianco
Inoltre c’erano da piazzare un sacco di talee di vite che mi sono portato dietro da Genova a gennaio… anch’essi, vittima la mia indecisione, hanno aspettato immersi in un secchio pieno di sabbia umida fino a giugno avanzato, quando ormai in gran parte gia avevano fatto radici nella sabbia.
A prescindere da cio che gia adesso (non) si puo raccogliere nel terreno, cosa produce il territorio dove mi trovo in febbraio, cosa si compra dal fruttivendolo o al mercato del venerdì? poca varietà direi: le arance (quantità abnorme), i mandarini (idem), limoni, mele e pere. Punto.
Per nespole e fragole si aspetta pazientemente metà aprile. Fino ad allora, Quaresima permettendo, si mangia un sacco di carne di porco e salumi.

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